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Una fogliata di libri - overbooking

Metodi intelligenti per far comprare libri

Antonio Gurrado

Abolire le presentazioni per salvare le librerie? A Milano qualcuno ci prova davvero. Si comprano libri alla cieca, di autori misteriosi, così i lettori sono più felici (e i librai anche) 

Abolire le presentazioni per salvare le librerie? So che è un paradosso, ma l’idea mi è sorta nel corso di una lenta estate milanese osservando l’esperimento della mia piccola libreria di riferimento, La Scatola Lilla, già citata in quest’angolino di Foglio. Anziché ricorrere alla consueta sospensione agostana degli eventi – quando sembra che le presentazioni si trasferiscano tutte al mare o in montagna, perseguitando i lettori anche in vacanza – ha proposto una serie di appuntamenti al buio, diramando di volta in volta soltanto data, orario e qualche indizio sul tema dell’appuntamento. La differenza rispetto alle presentazioni è radicale. Di solito si va in libreria sapendo quale autore si incontra e, dopo averlo ascoltato, si valuta se acquistare il libro; a occhio, si riesce a convincere circa un quinto degli spettatori, risultato ben magro a fronte di eventi liberamente aperti al pubblico. In questo caso, invece, l’invito mirato raggiunge una selezione di clienti, in base ai loro riconosciuti interessi, e si paga prima dell’incontro, comprando il libro alla cieca unitamente a qualche gadget e a un brindisi con l’autore, senza sapere chi sia.

Non so se esistano precedenti di questo modello (nel caso, sarò lieto di esserne informato), che presenta numerosi vantaggi. Di là da un inevitabile cento per cento di acquisti, c’è anche un maggiore senso di libertà degli autori, non ingessati nel rituale minuetto della presentazione: Stefania Brucini ha condotto un laboratorio sulla gestione delle scelte personali, Mariachiara Montera ha giocato alle associazioni di idee sorteggiando parole sul cibo proposte dal pubblico, Domenico Wanderlingh ha fatto costruire agli spettatori la trama di un giallo ambientato a Porta Romana… Riuscirci non è facile. C’è bisogno di creatività da parte degli ospiti, di fiducia da parte del pubblico e, soprattutto, di una notevole conoscenza dei propri clienti da parte dei librai, oltre alla presa di coscienza che i libri si possono comprare dal divano, pertanto una libreria deve mettere in vendita ciò che non si trova su internet: consigli ragionati, esperienze concrete, senso di comunità, allegria. Allora i clienti compreranno anche i libri.

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