Una fogliata di libri

Appuntamento a Kronstadt

Alessandro Litta Modignani

La recensione del libro di Edgar Reichmann edito da Atlantide (255 pp., 26 euro)

La Kronstadt di cui si parla qui è la città romena di Brasov – Kronstadt sotto gli Asburgo – nella Romania transcarpatica ai confini con l’Ungheria. Per alcuni anni, dopo la Seconda guerra mondiale, assumerà il nome sinistro di “Città di Stalin”. Apparso con successo in Francia nel 1984, Appuntamento a Kronstadt è ora pubblicato per la prima volta in Italia. Arnim Stern si reca in Spagna a trovare il vecchio amico Ariel: entrambi sono ebrei romeni in esilio. Arnim è un intellettuale fragile, tormentato da incubi e allucinazioni che lo accompagnano da sempre. Ariel, ai tempi di Brasov/Kronstadt, era invece un ebreo povero e suo compagno di giochi nell’adolescenza; di volta in volta è stato amico del cuore, rivale in amore, comunista al potere, infine “amico ritrovato” ma sempre ambiguo e sfuggente.
L’autore adotta una tecnica narrativa particolare: rimbalza di continuo dalla prima alla terza persona. Ne risulta un romanzo dal ritmo sincopato, dall’atmosfera sospesa, sempre in bilico fra il mondo reale e le orribili visioni oniriche del protagonista.

In attesa di incontrare Ariel, stranamente assente da casa, Arnim ricorda la Kronstadt della guerra, una sorta di terra di mezzo fra occupanti tedeschi e notabili locali, fino ai bombardamenti e alle più immani tragedie. L’avvento al potere dei comunisti comporta nuove angosce, un regime oppressivo cui Arnim riesce a sottrarsi per un soffio, proprio grazie all’intervento di Ariel.

“Avevo appreso che il porto marittimo di Costanza era chiuso agli emigranti in partenza per Haifa. Le autorità temevano il malcontento di coloro che restavano, perché la collera popolare avrebbe potuto esplodere di fronte allo spettacolo degli ebrei che lasciavano in massa il paese”.

Dopo un breve tentativo di stabilirsi in Israele, Arnim si trasferisce a Parigi, dove conduce un’esistenza da esiliato, senza tuttavia riuscire a sottrarsi alla violenza sotterranea della Guerra fredda. L’intellettuale ebreo sradicato ed errante fatica a distinguere fra le proprie allucinazioni e una realtà anch’essa minacciosa. Infine decide di cercare riparo dall’amico, che ora è ricco e vive in Galizia. “Perché quello che più mi ossessiona al di là dell’erranza, lo porto nascosto nel profondo senza averne chiara coscienza: un desiderio sessuale di morte, un’inconfessabile ricerca che mi conduca alla certezza della reversibilità di questo viaggio senza ritorno. Più che il bisogno del radicamento, ciò che mi tormenta è la nostalgia di un’origine perduta ancora prima della più antica delle Storie”. Illuminante una citazione di Edmond Jabès: ieri è oblio, domani è silenzio. 

   

Edgar Reichmann
Appuntamento a Kronstadt
Atlantide, 255 pp., 26 euro

Di più su questi argomenti: