una fogliata di libri

Storia dei mercanti

Roberto Persico

La recensione del libro di Ernst Samhaber edito da Odoya (320 pp., 24 euro)

Dura, la vita del mercante. Non solo perché ogni viaggio è una sfida al destino, fra pirati e predoni, tra uragani e tempeste di sabbia, in mezzo a genti straniere che facilmente diventano ostili, cosicché ogni volta che una nave o una carovana fa ritorno, dopo mesi o magari anni di viaggio, è un successo da festeggiare. Ma anche perché la sua attività è messa a dura prova da chi invece dovrebbe favorirla. Da una parte infatti ci sono i governanti, sempre pronti a dare ai mercanti la colpa di ogni carenza di beni, sempre tentati di mettere le mani sulle loro ricchezze: così i successori di Alessandro Magno, che “ritenevano superfluo il commercio libero e intendevano sostituirlo con il loro apparato burocratico”; così i sovrani spagnoli del Cinquecento, che costringono i banchieri tedeschi e genovesi a prestar loro cifre sempre più astronomiche, fino a travolgerli nella loro bancarotta. Dall’altra c’è il popolo, che a ogni aumento dei prezzi è pronto ad accusare i mercanti di speculare sul lavoro degli altri e di lucrare un guadagno illecito; così le città medievali “vietavano al mercante di vendere merce prodotta sul posto. Questa poteva essere venduta soltanto dall’artigiano, dall’appartenente a una corporazione. Entro le mura cittadine il commercio esercitato da intermediari era considerato un reato”. La lotta fra liberismo e protezionismo insomma ha una tradizione antica…

In questo testo del 1960, Ernst Samhaber, storico e giornalista tedesco di origine cilena vissuto nei primi tre quarti del Novecento, racconta l’avventura del commercio, dai mercati di Rodi al secondo Dopoguerra, con un’infinità di dettagli, di fatti, di documenti di prima mano, raccontando di grandi corporazioni (l’Hansa tedesca, le Compagnie delle Indie) e di coraggiosi avventurieri, passando per i grandi imperi mercantili – gli arabi, gli inglesi – e per quelli che dei mercanti hanno diffidato, dai romani ai russi. A ben guardare, dire che si tratta di una “storia dei mercanti” è riduttivo. In realtà è una “storia del mondo” guardata dal punto di vista della mercatura; perché mostra i nessi che sempre legano il libero commercio alla prosperità o alla decadenza di un paese, alle paci e alle guerre, allo sviluppo o alla crisi di libere istituzioni: “Quando tutt’intorno i prezzi cominciano a ballare, quando un’azienda dopo l’altra fallisce, può darsi che anche il commerciante desideri la protezione dello Stato patriarcale. Al posto della concorrenza subentrano gli ordini. Ma il commerciante porta la libertà”. 

   

Ernst Samhaber
Storia dei mercanti
Odoya, 320 pp., 24 euro

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