una fogliata di libri

L'imperatore. Vita di Carlo V

Roberto Persico

La recensione del libro di Geoffrey Parker, Hoepli, 768 pp., 34,90 euro

Vista da lontano, e raccontata dai manuali scolastici, la parabola di Carlo V sembra scorrere su binari obbligati: inevitabile l’eredità delle corone di Spagna e dell’Impero, inevitabile la sconfitta del suo sogno universalistico contro la modernità rampante degli stati nazionali e della Riforma protestante. Vista da vicino invece, con il supporto di mille voci in presa diretta, anche il percorso umano di Carlo acquista una ricchezza di sfumature impensata; e si chiude il libro con la consapevolezza che davvero le vicende storiche si decidono per una serie di dettagli a volte imprevedibili.

Per cominciare. Era tutt’altro che scontato che le corone dei nonni – Castiglia e Aragona, Borgogna e Impero – finissero tutte sulla sua testa: la successione è legata a una serie di morti premature, alle decisioni controverse fino all’ultimo delle Cortes dei paesi spagnoli, ai voltafaccia dei grandi elettori dell’Impero che vendono il loro voto al miglior offerente e alla scelta dei Függer, i banchieri di Augusta, che scommettono su di lui anziché sul rivale Francesco I di Francia.

Per continuare. Dopo la battaglia di Pavia del 1525, il suddetto Francesco cade prigioniero nelle sue mani, e Carlo potrebbe disporne come vuole; ma infila un’incredibile serie di errori – che il suo consigliere Mercurino di Gattinara puntualmente gli rimprovera, inascoltato – perché non riesce a credere che l’altro – un cavaliere, un sovrano cristiano – gli possa tranquillamente mentire, e così getta al vento una vittoria che ormai avrebbe in pugno. Pure nella lotta contro i luterani avrebbe in mano le carte per dare alla partita una direzione diversa, ma si lascia abbindolare dalla doppiezza di Papa Clemente, che trama alle sue spalle col solito Francesco alleato dei turchi. E così via: una scelta o un’intuizione differente avrebbero potuto incanalare la storia su altri binari.

Il tutto inserito in un racconto che immerge il lettore nel mondo del primo Cinquecento: dai vestiti ai passatempi, dai pettegolezzi alle rivalità di palazzo, dalle intemperanze sessuali alla devozione religiosa nelle sue forme più estreme. Con un occhio di riguardo a un aspetto troppo spesso trascurato: per fare politica ci vuole denaro. E raccogliere denaro fra sudditi ben poco disposti a fornirlo è problema difficilissimo anche per il sovrano dell’impero “su cui non tramonta mai il sole”. Ed è su questo scoglio realistico forse che il sogno visionario di Carlo V si è infranto.

 

Geoffrey Parker
L’imperatore. Vita di Carlo V
Hoepli, 768 pp., 34,90 euro

Di più su questi argomenti: