2034: A Novel of the Next World War

Massimo Morello

La recensione del libro di Elliot Ackerman e James Stavridis, Penguin Press, 303 pp., 25,64 euro 

"Il Mediterraneo asiatico”, così è definito il Pacifico occidentale da molti strateghi navali. Si ricollegano all’epoca Ming, nel XV secolo, quando era controllato dalla flotta dell’ammiraglio Zheng He, entrato nella storia e nella leggenda (come accade ai grandi della Cina) per le sue spedizioni.

  
Zheng He è il nome di una portaerei in grado di neutralizzare i sistemi elettronici delle navi della VII flotta americana nell’Indo-Pacifico grazie a un’avanzatissima intelligenza artificiale. Un nome, un destino: le spedizioni di quell’epico ammiraglio avevano lo scopo di ampliare la sfera d’influenza cinese secondo i princìpi di Sun Tzu e Confucio. L’ammiraglio faceva vanto di non condurre spedizioni militari bensì commerciali, pur non rinunciando a mezzi drastici in caso di difficoltà.

 
La Zheng He non esiste, non ancora almeno. Potrebbe essere battezzata così la terza portaerei della flotta cinese (varo previsto nel 2021). O forse la quarta nonché prima a propulsione nucleare. La cui costruzione è iniziata nei cantieri Jiangnan, alla foce dello Yangtze. E magari le segretissime tecnologie di quella ancora inesistente Zheng He potrebbero derivare dagli studi cinesi su un sistema Internet quantico che, secondo un articolo pubblicato nel 2017 dalla rivista “Science”, potrebbe rivelarsi di una “immensa importanza geopolitica”.
Tante e molte altre verosimiglianze politiche, strategiche, tecnologiche, potrebbero realizzarsi in un futuro prossimo. Per la precisione nel 2034, anno in cui scoppierà la Terza guerra mondiale. Sappiamo anche come andrà a finire ma non lo sveliamo. Perché rovinerebbe la sorpresa del libro che ha per titolo quel fatidico anno. Gli autori, in questo caso, sono degli apprendisti profeti: Elliot Ackerman è uno scrittore con alle spalle otto anni nei Marine e nelle forze speciali e un anno nell’Amministrazione Obama; l’ammiraglio James Stavridis è stato comandante di cacciatorpediniere (come le navi del primo scontro di quella guerra nel Mar della Cina meridionale) poi a capo dello US European Command e delle forze Nato in Europa.

 
All’apparenza, il romanzo è costruito sul modello dei techno-thriller di Tom Clancy, il creatore del genere. Ma è un paragone scorretto. Nei libri di Clancy, infatti, per quanto accurate siano le analisi tecniche e strategiche, non si dimentica mai di trovarsi in una fiction. In 2034, invece, sembra di scorrere un saggio che analizza lo svolgimento di un conflitto. Come fanno gli strateghi cinesi e americani studiando la storia militare: dalla “Trappola di Tucidide” a domani. 
 

  

2034: A Novel of the Next World War
Elliot Ackerman e James Stavridis
Penguin Press, 303 pp., 25,64 euro