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Notre Dame

La recensione del libro di Franco Cardini (Solferino, 272 pp., 17 euro)

24 Giugno 2020 alle 11:24

Notre Dame

Quel 15 aprile di un anno fa, a Parigi, lui, Franco Cardini, c’era. Era lì, in place du Châtelet, in mezzo a una folla muta e sbigottita, a guardare Notre-Dame che bruciava. E quando la guglia crollò, “con un ruggito da mare in tempesta”, “mi coprii la faccia con le mani e piansi, piansi a dirotto per un tempo che mi parve lunghissimo”, perché “lì, in quella guglia, c’erano i miei ricordi, i miei sogni, i miei studi”, e un sacco di altre cose che con lei sembravano crollare. Così, a un anno di distanza, mentre i lavori di ricostruzione segnano il passo, frenati anche loro dal Covid, Cardini manda in libreria il suo lavoro di ricostruzione personale, intreccio di storia e memoria, che intorno alla guglia di Viollet-le-Duc annoda fili che arrivano lontano: “Proviamo a rileggere Parigi attraverso Notre-Dame, e l’Europa attraverso Parigi, e il mondo attraverso l’Europa”.

 

La prima tappa del viaggio racconta la storia della cattedrale, dalla sua costruzione agli interventi scriteriati e all’incuria del Sei e del Settecento fino agli scempi della Rivoluzione, che lasciano al XIX secolo un edificio in bilico fra la vita e la morte. Ed è solo grazie al grande romanzo a lei dedicato da Victor Hugo che Notre-Dame salva la pelle. E’ il clamoroso successo dell’opera, infatti, che rimette la cattedrale al centro dell’opinione pubblica francese e convince il governo a finanziare quei lavori di restauro che, guidati Viollet-le-Duc, la riporteranno allo splendore che ci ha affascinato fino a oggi, indistinguibile mescolanza di medioevo vero e fantastico.

 

La seconda sezione è dedicata alla patrona della chiesa, alla Nostra Signora ovvero alla Vergine Maria, ed è un viaggio insieme erudito e appassionato nelle vicende del culto mariano nella storia, dalle origini orientali alle contaminazioni con le divinità celtiche, dalla lotta iconoclasta alla rinascita della devozione a Maria come arma della riforma della Chiesa nell’XI e XII secolo, di cui la cattedrale parigina è figlia diretta. Con un garbatamente polemico excursus sui leader dell’Unione europea, che si sono accaniti per impedire l’ingresso nella Costituzione comunitaria di ogni accenno alle “radici cristiane”, e poi hanno adottato come bandiera le dodici stelle dorate in campo blu che altro non sono se non il simbolo della Vergine nato sulle vetrate di Saint-Denis all’epoca del grande abate Sugiero.

 

Terzo e ultimo passaggio, Parigi. Sempre con uno sguardo universale. Perché, da santa Geneviève che salva la città dall’assalto degli unni e poi vi accoglie il franco Clodoveo all’università medievale che forma una classe intellettuale per l’Europa intera, dal Grand Siècle che rilancia il Rinascimento italiano facendone un modello per tutto il continente al Settecento che lancia i lumi come civiltà planetaria, dal sogno modernizzatore di Napoleone III e delle grandi Esposizioni di fine Ottocento a Charlie Hebdo e Bataclan, “quel che succede sulle rive della Senna riguarda e interessa tutti”.

 

Franco Cardini
Notre Dame
Solferino, 272 pp., 17 euro

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