cerca

recensioni foglianti

Ossa di sole

Mike McCormack, il Saggiatore, 242 pp., 24 euro

2 Gennaio 2019 alle 11:15

Ossa di sole

Marcus Conway, ingegnere padre e marito, viene svegliato dalla campana dell’Angelus e nelle poche ore che seguono ripercorre in monologo alcuni episodi della sua vita: tutti banali, nessuno degno di nota. Ma la scarna trama non dice nulla di ciò che in realtà stiamo leggendo, perché Ossa di sole di Mike McCormack è innanzitutto il romanzo dell’ansia. Un’ansia che pervade il meccanismo narrativo a ogni livello, che striscia ora esplicita nei ricordi, ora appena percepibile, che diventa stile – il romanzo è un’unica frase lunga 240 pagine e interrotta solo dagli a capo – e che lentamente si deposita nel lettore. Si affaccia senza nome nelle prime pagine per non andarsene più: “C’è in tutto questo qualcosa di strano… una vertigine che mi porta / in giro per casa… perché questa sensazione che ci siano / soglie da varcare / cose da sistemare / controlli da fare”.
Prima di dedicarsi all’ingegneria civile, Marcus è stato in seminario: modi diversi ma in fondo identici (e disperati) di tendere “alla stabilità della costruzione e non a questo tempo onirico circolare e caotico”, sforzandosi di credere in un catechismo che descrive “il mondo intero eretto sulle verità fondamentali, svettante e rigido come lo vorrebbe un ingegnere strutturale”.
Ma la realtà è molto diversa da quella descritta dal catechismo: è disordinata, imprevedibile e incontrollabile. E in tale contesto l’ansia ha a che fare con “l’istinto animale per la catastrofe”. Basta un bicchiere fuori posto in cucina a dargli l’impressione che tutto stia per implodere, tendendo “a un qualche punto di caos oltre il quale sarebbe impossibile riportare l’ordine”. Oppure basta un’epidemia intestinale che si diffonde in città e arriva a contagiare la moglie, smentendo la sua convinzione che le news dei notiziari non avessero molto a che fare con la vita di un paesino nella provincia irlandese. Ma ecco i fatti dimostrare il contrario, con conseguente montare dell’angoscia e la necessità di sedarla riducendo la realtà a una nuova “formula gestibile”.
Eppure all’origine dell’ansia sta proprio il discostarsi del mondo da queste formule, continuamente smentite e ricostruite, lo sgretolarsi delle fragili speranze di ordine e prevedibilità. Unica arma di difesa è l’ossessionata ritualizzazione della propria esistenza in quelle “ossa di sole” che sono i “riti, ritmi e rituali / che quotidianamente sostengono il mondo”, ma sarebbe più onesto dire sostengono le singole esistenza e nulla più.
Ogni ricordo è venato da un presentimento, una “sensazione di bruciore… che uno potrebbe immaginare un secondo prima che il mondo vada in fiamme”, e alla fine il mondo in fiamme ci va davvero. Man mano che ci avviciniamo alla conclusione e scopriamo chi è realmente Marcus, voce oltretombale già persa nel “vasto oblio”, realizziamo che Ossa di sole non dà alternative all’ansia. Perché non è in fondo sbagliata “la sensazione che ciò che mi circonda sia instabile e radicato nel presente soltanto per un pelo e che alla minima pressione potrebbe sbilanciarsi e cadere”. Anzi, purtroppo è l’unica sensazione razionale. 

 

OSSA DI SOLE
Mike McCormack
il Saggiatore, 242 pp., 24 euro

Nicola Baroni

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi