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La libreria della rue Charras

Kaouther Adimi
L’Orma, 197 pp., 16 euro

1 Agosto 2018 alle 10:27

La libreria della rue Charras

Ilibri sono un piacere che non crea dipendenza ma indipendenza”, è stato ricordato, pochi mesi fa, alla Scuola dei Librai, il seminario organizzato ogni anno dalla Fondazione Mauri in quella magica cornice veneziana che è la Fondazione Cini, sull’isola di San Giorgio. Per Edmond Charlot (1915-2004), libraio ed editore algerino, i libri sono stati entrambe le cose, il punto di riferimento in una lunga carriera costellata di successi, delusioni e ancora successi, un qualcosa da scoprire e far conoscere a quante più persone possibili. Se abbiamo letto le opere di Albert Camus – suo compagno di liceo – ma anche quelle di Jules Roy, Emmanuel Roblès, Garcia Lorca, Rilke e Saint-Exupéry, lo si deve a lui che li pubblicò per primo, lanciandoli così nel mercato editoriale mondiale e facendoli diventare delle icone. A Parigi, dove aveva già organizzato una mostra di Bonnard, scoprì persino Gertrude Stein, americana di Allegheny, Pennsylvania, i cui elogi in radio lo fecero finire in prigione per tre mesi con l’accusa di essere un gaullista simpatizzante comunista. Tra realtà e finzione, tra aneddoti e ricordi, Kaouther Adimi ci racconta la vita di quell’uomo a suo modo straordinario in questo libro, caso letterario in Francia dove ha vinto il Prix Renaudout e la Liste Goncourt. Quando Charlot trovò quella che sarebbe poi divenuta la sua libreria (la chiamò “Les vraies richesses”) nell’allora rue Charras, poi rue Hamani, “era un buco di sette metri per quattro, ma era perfetto così”, ricorda. Se allargavano le braccia, riuscivano a toccare entrambe le pareti e “il primo piano” era in realtà solo “un soppalco microscopico”. Erano gli anni Trenta, aveva poco più di vent’anni, era stato a Parigi e di ritorno nella sua Algeri, ancora colonia francese ma già in odore di ribellione – “sempre frenetica, rumorosa, vibrante e perennemente in preda a piagnistei e a lamenti” – ebbe l’idea di fondare un luogo in cui amici e amanti della letteratura e del Mediterraneo potessero incontrarsi senza distinzione alcuna. Nacquero così le celebri Editions Charlot nonostante le difficoltà economiche e l’arrivo della Seconda guerra mondiale che gli renderà quasi impossibile il rifornimento di carta necessaria per pubblicare i libri dei suoi autori. Con uno stile vivace e raffinato, la Adimi ci porta in quel periodo di trasformazioni e rivoluzioni politiche e culturali, facendoci scoprire il sapore di una passione che non conosce età, tempo e luogo. Continua nell’Algeri di oggi, grazie al ventenne Ryad che ha il compito di svuotare e chiudere quella libreria, trasformata presto in un negozio di ciambelle fritte. L’incontro/scontro con l’anziano Abdallah, da sempre custode speciale di quel luogo, dimostra però che qualcosa può ancora cambiare, anche perché – come si legge sotto l’iscrizione della editrice, “Un uomo che legge ne vale due”.

 

LA LIBRERIA DELLA RUE CHARRAS
Kaouther Adimi
L’Orma, 197 pp., 16 euro

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