La rinascita delle città-stato

Federico Morganti

Parag Khanna
Fazi, 159 pp., 20 euro

Il 2016 è stato un anno critico per la democrazia, che ha messo a nudo come la sola partecipazione elettorale non basti a far funzionare la macchina democratica. “Democrazia” non è sinonimo di buona amministrazione, se ad essa non si accompagnano forme di governance che promuovano l’efficienza economica, l’accesso all’istruzione e alla sanità, l’innovazione, la capacità di attrarre migranti qualificati. Secondo l’esperto di relazioni internazionali Parag Khanna, la soluzione risiede in “un blend di democrazia e tecnocrazia […] assistito dalla tecnologia”. Non si tratta di formulare una teoria su come bilanciare l’una e l’altra, bensì di prendere a modello paesi che hanno saputo far coesistere la consultazione democratica con la guida degli esperti, su tutti (ma non solo) Svizzera e Singapore.
Per Khanna è anche, e soprattutto, una questione di dimensioni. Stati piccoli consentono una governance più efficiente: sono quelli più abituati a “ragionare in termini strategici per la loro sopravvivenza”, più adattabili alle circostanze, più in grado di raccogliere le informazioni rilevanti per indirizzare le risorse dove c’è bisogno. Affinché gli stati svolgano al meglio le loro funzioni – garantire l’accesso ai mercati globali, investire sull’innovazione e sui servizi – occorre insomma frammentare i territori: puntare sulle conoscenze locali attraverso consultazioni democratiche, sperimentare soluzioni, riprodurre le più efficaci. La tecnocrazia non può intervenire solo in circostanze critiche, ma deve fungere da raccordo tra le istanze (non sempre informate) dei cittadini e l’attività dei governi. Il decentramento decisionale è un bene, la dispersione delle informazioni consentita dal web incoraggia la partecipazione di più attori, ma l’input per un corretto policy-making deve sempre partire dagli esperti. Per lunghezza e taglio, il libro somiglia a un pamphlet. La sensazione che trasmette è a tratti quella di un wishful thinking. O peggio, di una tautologia: se la politica funzionasse meglio, la politica funzionerebbe meglio.
Come facciamo a essere certi che l’apparato tecnocratico possegga le conoscenze rilevanti per risolvere i problemi? Come ci assicuriamo che gli esperti abbiano l’incentivo a far funzionare un sistema, anziché – come dei politici qualsiasi – essere preda di populismi di varia estrazione? Ma nel cercare di risolvere uno dei problemi più spinosi dei nostri tempi – come superare i limiti della democrazia, o migliorarne la performance – è un volume che osa molto, offrendo degli spunti mai banali. Per questo, possiamo perdonargli qualche leggerezza. 

 

LA RINASCITA DELLE CITTA'-STATO
Parag Khanna
Fazi, 159 pp., 20 euro

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