Il primo giorno del processo di Norimberga - Ansa
uffa!
Giudicare i vinti, anzi capirli. Un ritratto del nazismo e di Hermann Göring nel film “Norimberga”
Ecco Russel Crowe nei panni del fedelissimo di Hitler e numero due della Germania nazista. Prima del processo lo psichiatra americano Douglas Kelly, interpretato da Rami Malek, proverà a comprendere i motivi di tutto il male commesso dal regime, una sfida che risulterà impossibile
Non era mai successo nella storia del mondo occidentale. Che alla fine di uno scontro militare, di una guerra fra due paesi (o due coalizioni di paesi), i vincitori mettessero a processo i vinti giudicandoli in base alle norme di diritto internazionale in quel momento vigenti. Eppure è quel che accadde nella città tedesca di Norimberga dal 20 novembre 1945 al primo ottobre 1946, alla fine della Seconda guerra mondiale in cui gli Usa e i suoi alleati avevano sconfitto la Germania nazista. E’ quel che racconta il gran bel film dal titolo Norimberga il cui regista e sceneggiatore è l’americano James Vanderbilt e dove primeggia nel ruolo di Hermann Göring (il numero due del gruppo dirigente nazi) un sia pur irriconoscibile (fisicamente parlando) Russell Crowe. Del resto non era la prima volta che un film affrontasse quegli argomenti e quei personaggi.
La questione di diritto non era semplice, tutt’altro. Una cosa è vincere sul campo di battaglia, un’altra armarsi del diritto di “giudicare” i vinti. Che ne sarebbe stato, giuridicamente parlando, e ove la guerra l’avessero vinta i nazi, di un eventuale processo contro chi aveva dato l’ordine di bombardare e distruggere pressoché interamente la città civile tedesca dal nome Dresda? Come giudicare degli alti ufficiali che avevano eseguito degli ordini? E difatti questa è la linea di difesa di Göring e degli altri. Che aveste fatto al nostro posto? rinfacciano agli americani. Primo di tutti lo fa Göring, quello che era stato l’aviatore da combattimento più vittorioso della Prima guerra mondiale. E difatti il cuore del film è nel duello intellettuale e giuridico tra lui e lo psichiatra americano che conduce gli interrogatori agli imputati, un personaggio magnificamente interpretato da Rami Malek, il quale per tutta la durata del film si rapporta a Göring come a un soldato e non come a un mostro. Beninteso non che non siano mostruose le immagini degli ebrei raccolti e uccisi a milioni nei lager nazi. Cadaveri a mucchi di uomini nudi, la gran parte ridotti a pelle e ossa. Nel film lo psichiatra americano quelle immagini le mostra a un impassibile Göring. Il quale gli dice: “Non sono stato io a ordinare quanto veniva fatto nei lager”. Beninteso lo dice uno che nella sua vita mai un momento aveva dubitato delle parole e degli orientamenti di Adolf Hitler. Mai un momento da quando lo aveva incontrato nel 1921.
A Norimberga gli imputati nazi erano 21, ossia il vertice del partito e dell’esercito nazi. Del vertice di quel partito mancavano Heinrich Himmler, il comandante delle forze di sicurezza del Terzo Reich, e il capo della propaganda Joseph Goebbels, i quali si erano dati la morte con il cianuro prima di essere catturati. Goebbels il cianuro lo aveva utilizzato per sé, per la moglie e per i loro sei figli. Un altro del vertice nazista, Reinhard Heydrich era stato ucciso a Praga il 27 maggio 1942 da un eroico commando di partigiani cecoslovacchi. Era stato lui a architettare la “soluzione finale” nei confronti degli ebrei. Dei 21 imputati di Norimberga ne vennero condannati a morte per impiccagione in 12. Göring chiese di essere fucilato anziché impiccato. Gli americani non glielo consentirono. Il 15 ottobre 1946, il giorno prima di quello fissato per l’esecuzione, prese anche lui una capsula di cianuro. Nel film lo fa mormorando “Abracadabra”. E’ valso a lungo il sospetto che la capsula di cianuro gliela avessero passata gli stessi americani, i quali nell’interrogarlo manifestarono per lui una sorta di rispetto. Non so se sia la parola giusta, forse non lo è, ma non ne trovo una migliore a definire quel che accadde. E del resto nel film lo psichiatra americano lo ascolta, cerca disperatamente di capire come l’uomo che gli sta innanzi – un valoroso soldato – fosse stato a capo di quegli indicibili orrori. Capire il nazismo e la sua illimitata ferocia? Impossibile.