Foto Ap, via Ansa
Terrazzo
Il mattone, che scommessa. Su Polymarket, il gran casinò globale del mondo d'oggi
Sulla piattaforma, un ecosistema dove “il libero mercato determina la Verità”, la casa è diventate una puntata come le altre. Faites vos jeux: la differenza è che ora il banco siamo noi
A proposito di scommesse, nei suoi reportage per il Sunday Times raccolti nel divertentissimo “Thrilling Cities”, Ian Fleming racconta che a Montecarlo circolava una leggenda (mai verificata): nella locale chiesa inglese, pare si cantassero solo gli inni dal numero 37 in su, altrimenti alla prima nota d’organo, la congregazione si precipitava al casinò per giocarsi alla roulette il numero dell’inno.
Tempi di grandi speranze, quelli in cui il tavolo della roulette era un modo per prendersi una pausa dai fatti del mondo. Oggi, se vuoi conoscere con un certo grado di attendibilità da che parte arriverà la prossima crisi globale, in quale sperduto palazzo governativo interverrà stanotte la Delta Force, se il regime iraniano durerà fino al 28 febbraio o magari fino al 1 marzo, oltre naturalmente a tutte le ipotesi possibili sul futuro del Bitcoin (siamo alla meta-scommessa), la piattaforma di riferimento è Polymarket.
E’ qui che si fa prediction market, fenomeno che i commentatori stanno imparando a leggere al contrario: se molti pensano che le cose andranno in un certo modo, allora è assai probabile che andranno davvero in quel modo. Shayne Coplan, nato nel 1998, quindi 28 anni, ovviamente billionaire, fondatore e ceo di Polymarket, in un’intervista a 60 Minutes ha dichiarato che l’obiettivo non è il gioco d’azzardo, ma la creazione di un ecosistema dove “il libero mercato determina la Verità”.
Ma al di là della ludopatia sulle sciagure del pianeta – pare che anche il segretario al Commercio americano, Lutnick, scommettesse segretamente contro la fine dei dazi del suo capo – la notizia delle ultime settimane è l’inaugurazione su Polymarket di una sezione dedicata al real estate. E’ qui che si punta sul valore al metro quadro di un appartamento nell’area metropolitana di San Francisco o, perché no, di Austin, Texas, o su quale sarà il valore medio di una proprietà a Manhattan i primi di febbraio, e così via.
Sarebbe bello si trattasse solo di materiale per psicologi. Qui c’è materiale vero per i sociologi: sono loro i primi a osservare come, in un mondo in cui nessuno può più permettersi di investire in una casa, tanto vale scommetterci sopra. Ma la cosa è più ampia: quando la parola investimento è svuotata di ogni significato, visti gli orizzonti temporali nell’ordine dell’istante, tanto vale rompere il salvadanaio e puntare le monete su qualsiasi cosa, poi si vedrà. Ma c’è un’ulteriore lettura, forse più tecnica e di strategia finanziaria, cosa di cui i venticinquenni – età media degli utenti Polymarket – sono molto esperti. Sulla piattaforma puoi andare long oppure scommettere al ribasso sulla tua area di interesse, e costruirti così una sorta di assicurazione fai-da-te. In parole semplici, un proprietario di casa a Miami, temendo un calo dei prezzi dovuto a fattori macroeconomici o climatici, può scommettere sul ribasso dell’indice di Miami. In questo modo, se il mercato immobiliare reale crolla, le perdite sul valore della sua proprietà fisica verrebbero parzialmente compensate dai profitti derivanti dalla scommessa vincente su Polymarket. Al contrario, un aspirante acquirente che teme di non avere fondi sufficienti per acquistare in futuro a causa dei rincari, può scommettere al rialzo, utilizzando così i profitti per versare il proprio acconto.
E qui fanno un po’ sorridere le leggendarie giovani coppie del nostro vecchio e immobile continente, che prendono l’appuntamento in banca con il contratto, la busta paga e le mille certezze che tutto questo dovrebbe trasferire alla loro reputazione, e poi incrociano le dita. Ma fanno molto più sorridere i funzionari di quella stessa banca, che analizzeranno il plico con scrupolo e concederanno un prestito a venti o trent’anni, sulla base di chissà quale idea di mondo che sarà, fra venti o trent’anni. In fondo, sono tutte scommesse. Faites vos jeux, direbbe Bond.