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Terrazzo
Colombo alla Casa Bianca. Abbattuta nel 2020, la statua rispunta alla corte di Trump
Il presidente ha deciso di collocare il monumento sul South Lawn, l’area cerimoniale più visibile della residenza. La scelta è dunque apertamente politica: rimettere i simboli al loro posto. E così una statua nata negli anni '80 come segno identitario locale, rinasce nel 2026 come replica presidenziale
Cristoforo Colombo sarà ospite permanente di Donald Trump alla Casa Bianca. La notizia rilancia un curioso soft power all’italiana in un momento complesso nei rapporti fra gli Stati Uniti e il nostro Paese. Che cosa ci farà il nostro più celebre viaggiatore nel cuore del potere americano? Tralasciamo le vicende note, che hanno condotto Colombo a scoprire quel continente, per concentrarci sulla statua. L’opera destinata alla Casa Bianca non è un’opera originale, ma una replica o, più precisamente, una ricostruzione legata a una vicenda recente e molto americana. Ecco la storia. L’originale del monumento era collocato nella Little Italy di Baltimora. Inaugurato l’8 ottobre 1984, venne abbattuto il 4 luglio 2020, nel pieno delle proteste seguite all’uccisione di George Floyd. Le immagini fecero il giro dei social: il Colombo di marmo finì miseramente nelle acque dell’Inner Harbor. Pochi giorni dopo, i frammenti furono recuperati dalle autorità cittadine.
L’opera, scolpita dall’artista italiano Mauro Bigarani, non è mai tornata al suo basamento. Troppo complicato il restauro completo. Dopo il recupero, la città di Baltimora ha restituito i frammenti ai committenti originari, le associazioni italo-americane locali (Italian American Organizations United, Iaou). Da quel momento, non potendo procedere a un restauro classico, si è lavorato a una ricostruzione, sostenuta anche da fondi federali del National Endowment for the Humanities. Le fonti, Associated Press, Abc News, stampa locale di Baltimora, sono concordi su questo punto: la statua che andrà alla Casa Bianca è una replica, non l’originale. Alcuni resoconti parlano di una ricostruzione realizzata a partire dai frammenti dell’opera gettata in acqua, altri invece indicano una replica in materiali compositi. Staremo a vedere: se il marmo è incerto il dato resta: non sarà in tutto e per tutto la statua originale di Columbus Piazza. L’opera verrà concessa in prestito al governo federale. Trump ha firmato l’accordo per collocare il Cristoforo Colombo nei pressi della Casa Bianca, sul South Lawn, l’area cerimoniale più visibile della residenza. La scelta è dunque apertamente politica: rimettere i simboli al loro posto.
Perché proprio il South Lawn? Perché è il luogo dove le immagini contano: conferenze stampa, cerimonie, fotografie destinate a circolare. Portare Colombo lì, significa riportare un monumento contestato al centro del potere. Le reliquie non contano, i segnali sì. Trump lo ha detto senza ambiguità: Cristoforo Colombo è un eroe e le statue abbattute sono un errore della cancel culture. Le reazioni sono state immediate e speculari. Le associazioni italo-americane rivendicano il gesto come una riparazione simbolica per l’ingiustizia subita nel 2020. I gruppi locali e i dem parlano invece di provocazione e di riscrittura unilaterale della memoria. Baltimora resta sullo sfondo, con la sua piazza ancora senza statua, un dettaglio che dice molto sullo spostamento del conflitto, dalla città alla nazione.
La parabola è istruttiva. Un monumento nato negli anni ‘80 come segno identitario locale, abbattuto nel 2020 come simbolo coloniale, rinasce nel 2026 come replica presidenziale. E così Colombo, che non mise mai piede negli attuali Stati Uniti, arriva sul prato più fotografato d’America. Non per raccontare il suo 1492, ma il presente made in Usa.