Cucinelli ai funerali di Valentino Garavani, alla Basilica di Santa Maria degli angeli a Roma (LaPresse)
Terrazzo
Garbati contro sgarbati, il patron di Ryanair, Cucinelli e gli imperi globali
Il ceo di Ryanair noto per il caratteraccio cerca un successore più gentile e meno trucido. Brunello Cucinelli, il gentilissimo, inciampa
Tra gli effetti collaterali meno ovvi del trumpismo, del muskismo e insomma del neo cattivismo generale, c’è anche quello di averci reso simpatica Ryanair. Chi l’avrebbe mai detto, la compagnia cattiva per eccellenza, l’azienda aerea che ha creato un business model sull’ansia, sul camminare accanto a una cordicella in aeroporti sotto il temporale; sullo stiparsi sotto la giacca tipo Benigni nel “Mostro” masserizie che rischiano di far andare il valigino sovrappeso o sovradimensione; sul subire ad alta quota le lotterie e la degustazione dei profumi acquistabili duty free. Sul fare il check-in online prima di tot ore, ma non dopo tot ore, pena ammende micidiali.
Se viviamo nell’economia dell’attenzione, Ryanair è riuscita a monetizzare l’economia dell’ansia. Però funziona. Ieri sono usciti i dati economici del gruppo irlandese, che ha addirittura rialzato le stime sull’anno in corso, con un utile previsto di 2,23 invece che 2,13 miliardi di euro. I suoi aerei volano pieni al 94 per cento e a parte qualche disavventura come la multa ricevuta dalle autorità italiane di 256 milioni per abuso di posizione dominante, le cose vanno a gonfie vele. Il ceo della compagnia, Michael O’ Leary, ha già annunciato che entro il 2035 troverà un successore alla guida dell’azienda, perchè “non vuole andare avanti fino a 96 anni come Warren Buffett”.
Il successore dovrà essere “più tranquillo” (“softer”) e più simpatico (“nicer”) di lui, ha detto O’ Leary, che si è fatto un nome bullizzando tutti (a ottobre ha citato le norme Ue come “bullshit regulations inventate da idioti”, e il governo inglese che “tassa ogni cazzo di cosa che si muove”). E poi appunto con le idee strampalate ansiogene tipo far pagare chi va al gabinetto e prevedere posti in piedi in aereo.
Anche se in realtà l’essere trucido è stata in questi anni una componente essenziale del successo di Ryanair, compagnia trucida come il suo capo, che però ti porta a destinazione spendendo poco (e in orario, a differenza di tante blasonate concorrenti non low cost). E poi forse quando nacque Ryanair fu uno choc, ma oggi tutto il mondo si è ryanizzato. Gli spazi per i piedi sono spesso più piccoli in blasonate compagnie di bandiera, che non ti offrono manco un bicchiere d’acqua pur con prezzi molto superiori. Il ceo trucido poi è stato protagonista negli ultimi giorni in una già celebre rissa con Elon Musk. Musk voleva vendere il suo sistema di Internet satellitare a Ryanair, il trucido gli ha risposto no grazie, l’Internet satellitare è bellissimo ma la sua clientela non è disposta a pagarne i costi, quell’altro ovviamente è impazzito, dandogli dell’idiota e del vecchio ritardato. Il giorno dopo O’ Leary ha fatto una conferenza stampa in cui ha sostenuto che “lo sanno tutti che sono un vecchio ritardato, ditemi qualcosa che già non so”, poi ha lanciato una campagna sconti col codice “Idiot”, o qualcosa del genere, e insomma si è fatto un sacco di pubblicità a gratis.
E qui viene in mente un altro signore bravissimo a farsi pubblicità a gratis, Brunello Cucinelli, proprio simmetrico di O’ Leary. “Visionario garbato”, secondo il film autoprodotto e lanciato con ingenti campagne; gentilissimo, morbidissimo come i suoi capetti che fa pagare tantissimo. Cucinelli si è fatto un nome non tanto col cachemire quanto con un format geniale di una specie di Italia da fiaba immaginata da un americano del Wisconsin. Un mondo bucolico dove il tosatore-filosofo istruisce i suoi operai felici di lavorare nel borgo avito tra i cipressi, con tantissimo tempo libero, che impiegano non a scrollare TikTok come tutti gli umani non soft bensì a compulsare antichi volumi di prodigiose biblioteche; che mangiano tutti insieme per ore a una bella tavolata comune, tra le le pecore sapienti che in attesa di ricevere una tosatura (gentile) si nutrono solo fettuccine Alfredo di kamut a km zero. Insomma più soft di così si muore.
Il morbidissimo Cucinelli come tutti sanno – anche chi prende Ryanair – ha fatto però una figuraccia. E’ andato al funerale di Valentino dove si è prodigato coi giornalisti in aneddoti sul de cuius, tra cui uno in cui lo stilista scomparso avrebbe avuto l'abitudine di comprarsi i suoi cachemire, chiedendogli pure lo sconto. Pronta la risposta del partner di una vita di Valentino, Giancarlo Giammetti: ma chi te conosce. Anche un po’ versione marchese del Grillo con Aronne Piperno l’ebanista: il marchese o paga o non paga, di certo non chiede sconti. Tragica contromossa del Cucinelli “nicer e softer”: “in effetti Valentino non lo conoscevo fisicamente… ma mi sembrava una battuta carina”. Nella vita non è tanto questione di essere trucidi o garbati, il fatto è che poi si creano delle aspettative