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chiave di A - come suona il campionato
La Serie A dei gol mancati
L'Inter pareggia ancora, Milan e Napoli vincono. E la Serie A scopre un anno senza grandi bomber: Lautaro Martínez è fermo ma resta in vetta, dietro spuntano outsider e intanto avanza forte la candidatura di Francesco Pio Esposito per l’azzurro di Gennaro Gattuso
Le difficoltà palesate dall’Inter, con due pareggi nelle ultime due giornate e un tot di rivendicazioni arbitrali, riflettono quelle dell’intera Serie A. La squadra che esprime il capocannoniere con “sole” 14 reti stenta oltremodo in sua assenza: eppure Lautaro Martínez non è stato ancora ripreso, dopo un mese, da nessuno che lo insegue nella classifica dei marcatori. Peraltro figure un po’ di secondo piano, rispetto alle abitudini del campionato: Keinan Davis, Tasos Douvikas, buoni mestieranti che nessuno si aspetterebbe di vedere in alto, tra exploit personali - l’udinese - e appartenenza a squadre che creano molto e fanno segnare chiunque, ovvero il Como. O tempora, direbbero gli antichi.
Detto che il 10 argentino sta per tornare a coltivare il proprio “giardino” dopo la sosta, tarpando ipoteticamente ogni ulteriore sogno di riaggancio per Napoli e Milan (che si scontreranno tra loro), da un lato occorre celebrare il fatto che nessun grande bomber significa un torneo di tanti goleador diffusi, e ciò è un bene; dall’altro accende i riflettori addosso a Francesco Pio Esposito, forse l’unica grande novità stagionale, che segna puntualmente di domenica in domenica e avanza la propria giusta candidatura proprio per cavare le castagne dal fuoco a Rino Gattuso, dapprima giovedì a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, poi eventualmente a Cardiff o Sarajevo la settimana ventura.
“He’s the man”, canta Mark Knopfler: what he got, the others have not. Suo è il momento, e in un contesto dove contano freschezza, attualità e velocità d’esecuzione, appare legittimo il suo sogno di giocare titolare in azzurro, in luogo dell’imbronciato Moise Kean, dell’esotico Mateo Retegui o di chissà chi altri: anche se l’ultima annata l’aveva giocata in B, anche se davanti ha pur sempre la cosiddetta ThuLa. Per non avere rimpianti dopo, sarebbe meglio giocarsi certe carte dall’inizio.
È quello che devono aver pensato anche dalle parti di Cremona: “Ma che musica”, maestro Giampaolo, hai trovato la via giusta per cercare di rimanere in A, grazie al contropiede e alla rivitalizzazione di Jari Vandeputte, Jamie Vardy, Youssef Maleh. Detto che pure Hellas Verona e Lecce avrebbero meritato di più negli ultimi sfortunati confronti in trasferta, preme sottolineare la dignità di Maurizio Sarri, che sta traghettando la Lazio attraverso una primavera rinfrancante: merito anche del sarto Kenneth Taylor (possibile non ci sia arrivata nessuna grande d’Europa?) e del portierino “Babyface” Edoardo Motta, ma la vittoria di Bologna è l’ennesima di spessore per un allenatore per bene, in grado di prevalere anche senza insistere con il “suo” gioco. Respect.
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