Roberto De Marinis, il proprietario della palestra, sul ring con il 15enne Lorenzo Berlusconi (foto Fabio Bozzani)
Il Foglio sportivo
Il sogno olimpico di Berlusconi jr.
Il suo allenatore: “Lorenzo sul ring è trattato come gli altri. È in gamba, sveglio e determinato”
Sacrificio, impegno, stare in gruppo, rispetto, educazione. Questi sono solo alcuni dei tanti valori che il pugilato insegna. Amedeo Marai, allenatore della palestra “Area Bastarda” di Rapallo, ce lo spiega bene quando gli chiediamo cosa vuole che i suoi ragazzi e le sue ragazze imparino dentro e fuori dal ring: “Se prendi un impegno devi portarlo avanti. Devi essere rispettoso verso le persone con cui ti alleni. Se non vieni in palestra, non avvisi e non c’è un motivo, fai le flessioni come gli altri”. Marai si occupa dei pugili dilettanti. Tutti devono rispettare le stesse regole. Nessuno escluso. Anche se porti un cognome importante come Lorenzo Mattia Berlusconi.
Lorenzo ha 15 anni, è figlio di Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin e da due anni è allenato proprio da Marai: “All’inizio non ho detto a nessuno chi fosse. Poi la cosa si è venuta a sapere. In palestra lo trattiamo come tutti gli altri. L’unica cosa che cambia è che, mentre alcuni ragazzi sono accompagnati da mamma e papà, lui ha la scorta”. Ma anche Berlusconi senior, con un passato da pugile, segue con molta partecipazione la vita sportiva del figlio. Come ci spiega lo stesso Marai, “Viene a tutti gli incontri. Con lui ho un bel rapporto. Non so se gli dia consigli a casa, ma durante i match ci lascia fare il nostro lavoro e fa il tifo come gli altri genitori”.
Per quanto riguarda il futuro di Lorenzo da pugile, il ragazzo vuole fare una carriera che lo porti alle Nazionali e alle Olimpiadi (un sogno che lo stesso Pier Silvio ha affermato di coltivare per il figlio). E le premesse sembrano esserci tutte. Lorenzo continua a raccogliere successi. Per ora siamo a quota 7 vittorie consecutive, delle quali due federali e un campionato regionale conquistato. A 14 anni aveva vinto nella modalità contatto leggero nel Kombat Tour di Genova e aveva ottenuto un altro successo all’evento “History of Fight”, sempre a Genova. Anche la scelta di farlo debuttare a dicembre 2025 nel pugilato federale a contatto pieno (nella categoria 55 kg Under 17) sembra indicare che Lorenzo abbia i numeri per ottenere grandi risultati, ma senza montarsi la testa. “Non so se sarà un campione. Non posso rispondere perché ha solo 15 anni. Nessuno poteva dire che Mike Tyson a quell’età sarebbe diventato campione del mondo. Il campione lo si vede da come reagisce quando si trova in difficoltà, quando perde, quando prende le botte” e su un possibile futuro da professionista Marai ci dice “Non penso che gli interessi. Per ora spero che faccia bene il prossimo match (domani al Casinò di Sanremo contro Firdeus Kasemi, ndr). Poi abbiamo i campionati regionali e gli interregionali. Un passo alla volta”.
Di sicuro quello che emerge dalle parole del suo allenatore è che Lorenzo ha la testa giusta e si impegna: “Oltre a essere forte fisicamente, è in gamba, è sveglio ed è determinato”. Gli allenamenti si svolgono in fascia serale (essendo Lorenzo ancora uno studente) insieme ad altri 20 ragazzi almeno 5 volte a settimana con sessioni che possono durare fino a due ore. Nessun regime alimentare stabilito per lui, ma ovviamente il peso, che è un elemento fondamentale da tenere monitorato nel pugilato, viene controllato almeno una o due volte a settimana. Il programma di allenamento è variegato: un giorno si fa resistenza, un altro ci si concentra sulla tecnica e la tattica, in altri si fa più sparring.
Per un pugile la vita è anche fuori dal ring. “Cerco di essere un amico per i miei ragazzi, ma devo comunque far valere il mio ruolo di allenatore. Voglio bene a tutti loro. So quanti sacrifici stanno facendo. A volte li invito a casa mia, anche se Lorenzo non è ancora venuto”. Di certo non manca la vita sociale per il giovane pugile che partecipa a tutte le feste e cene della palestra. È ben integrato nel suo gruppo, nonostante un cognome importante.
Marai riflette anche su quanto sia fondamentale avere uno staff che lo aiuti nella gestione degli atleti: “Io mi occupo dei dilettanti. Il mio maestro Roberto De Marinis, che è anche il proprietario della palestra, prepara i professionisti. Insieme pianifichiamo gli allenamenti. Siamo in 8 a seguire gli atleti. Da soli non si va da nessuna parte”. L’atmosfera che si respira in “Area Bastarda” è chiara dalle parole del suo proprietario “Se dopo un allenamento non dai un passaggio a uno che sta sotto l’acqua, allora in palestra non ci vieni più”. Insomma, indipendentemente da come ti chiami, puoi essere mandato via, se non rispetti le regole, se dimostri di non voler fare squadra.
Sul perché invece Lorenzo abbia scelto proprio Marai come allenatore, lui stesso umilmente dice: “Ho dovuto interrompere la mia carriera di pugile prima di quando avrei voluto per motivi di salute. Per questo ho iniziato ad allenare molto presto. Sia come pugile che come allenatore non ho vinto molto. Lorenzo avrebbe potuto scegliere qualcosa di meglio. Il mio maestro Roberto De Marinis, invece, ha vinto con vari pugili, ha portato atleti al mondiale. Io cerco di imparare da lui e rubargli il mestiere in senso buono. Spero di portare avanti la linea che lui ha tracciato per la palestra anche per i prossimi 50 anni”.
E sul mondo della boxe Marai esprime un parere positivo: “Vedo ancora tante persone interessate a questo sport. Io ho la palestra piena”. E ad “Area Bastarda” tutti trovano spazio: “Abbiamo avuto ragazzi poveri, ricchi, con tutti e due i genitori ancora insieme o separati, giovani che stavano in casa-famiglia. Tante situazioni, una diversa dall’altra. Ho delle ragazzine che si impegnano tantissimo per stare nel peso, per non saltare l’allenamento, si sacrificano e il giorno dopo sono di nuovo in palestra. Il pugilato è un’infezione, ti si infila dentro, quando ce l’hai, ce l’hai. Vuoi combattere e basta”.
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