Federico Chiesa in panchina in Liverpool-Burnley (foto ANSA)
Ultima spiaggia?
Per ritrovare il Mondiale Gattuso si affida alla speranza Chiesa
Tra i convocati del ct c'è anche la punta di diamante dell'Italia vincitrice degli Europei nel 2021, nonostante la scarsa condizione fisica dovuta ai pochissimi minuti che gli sono concessi al Liverpool . L'ultima partita giocata in Nazionale dall'attaccante risale al 2024
C’è Chiesa al centro del villaggio che Gennaro Gattuso ha costruito per provare a sfangarla, oltre le colonne d’Ercole c’è il Mondiale nordamericano 2026. Ma è un villaggio fragile, organizzato alla meno peggio, seguendo il vento della speranza, allestito con la disperazione dell’urgenza e con quello che abbiamo: poco, molto poco. La sorprendente convocazione del “Revenant” Chiesa riflette in maniera plastica la mediocrità delle ipotesi al vaglio del Commissario tecnico. Gattuso ha margini ridotti, un Chiesa ripescato dall’oblio, un Palestra che vale un azzardo, un Tonali da recuperare, un gruppo storico di figurine sopravvalutate: sono questi (anche stavolta) i migliori che abbiamo.
Italia sì, Italia no: giovedì 26 ci giochiamo il Mondiale, di fronte c’è l’Irlanda del Nord, chi vince giocherà con la vincitrice di Galles-Bosnia, poi sarà sollievo o dannazione, a seconda o meno del pass-mondiale staccato per bontà divina o perso per la terza volta consecutiva. Federico Chiesa da tempo era finito fuori dai radar, molto per l’inconsistenza delle sue prestazioni e un po’ per quell’atteggiamento indolente che ha spesso segnato il suo percorso professionale. A fine novembre, esattamente quattro mesi fa, Gattuso in conferenza stampa, alla vigilia delle sfide contro Moldavia e Norvegia, spiegava che era stato Chiesa a dire no alla Nazionale, ribadì che non c’era una rottura ma il ragazzo aveva considerato le proprie precarie condizioni fisiche e si era sfilato. Quattro mesi dopo, chissà cosa è cambiato. A tutt’oggi Chiesa sta ai margini del Liverpool. Quest’anno in Premier ha giocato una (1!) sola partita da titolare, l’allenatore Slot lo utilizza nei finali di gara, quando tutto è deciso e mancano una manciata di attimi alla fine. La contabilità dà contezza di 53 minuti in campo - in Premier League - nel 2026, distillati in 9 presenze. Cosa abbia convinto Gattuso a convocare un calciatore che da gennaio a oggi ha giocato meno di un’ora (e sono 660 i minuti complessivi nelle 31 presenze seminate da inizio stagione), rimane un bel mistero, di sicuro un azzardo. L’unica verità plausibile è che Ringhio confida sul passato, immagina - bontà sua - di ritrovare il Chiesa di un tempo, quello che all’Europeo del 2021 giocò da protagonista il torneo e contribuì alla vittoria dell’Italia, guidata allora da Mancini.
Ma oggi tutto quell’avvenire si è sfarinato, evaporato in una nuvola di equivoci, infortuni, incomprensioni e tentativi (dalla Juve al Liverpool) decisamente falliti. L’ultima presenza di Chiesa in maglia azzurra risale a una vita fa: era il 29 giugno 2024, la Svizzera ci buttava fuori con una spinta dall’Europeo, Federico e compagni naufragarono. E dire che il C.t. dell’epoca, Spalletti, aveva comunicato la sua avventura osando molto, con una dichiarazione - “Chiesa sarà il nostro Sinner” - che oggi (ri)produce lo stesso suono che fa il gesso sulla lavagna. Il passato è sempre una terra straniera, l’Irlanda rimane un avversario alla portata, Chiesa si offre come salvatore della rabberciata patria azzurra. Questione di Fede, quella resta all’Italia.