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Il Foglio sportivo
La Polisportiva Solliccianese porta il calcio in carcere
La società fiorentina vuole aiutare i detenuti attraverso lo sport, dando concretezza all'articolo 27 della Costituzione italiana quando afferma che le pene carceraria "non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”
Il grado di civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”. Che la frase l’abbia pronunciata Voltaire o Dostoevskij (l’attribuzione è incerta) non importa. Quel che importa invece è che troppo spesso la cronaca italiana ci racconta delle condizioni drammatiche che si vivono all’interno degli istituti penitenziari nostrani dove, in base al Report sui decessi in carcere del 2025, si sono registrati lo scorso anno ben settantasei casi di suicidio. L’ Articolo 27 (comma 3) della Costituzione italiana invece afferma che le pene carcerarie “non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. In questo senso lo sport può aiutare, se affrontato appunto con finalità educative. Questo è ciò che hanno pensato gli ideatori del progetto Asd Solliccianese, presentato la scorsa settimana a Firenze nella splendida cornice di Palazzo Vecchio. L’associazione rappresenta una nuova realtà che ha deciso di portare con continuità le attività sportive (compreso il gioco più bello del mondo) all’interno del carcere cittadino di Sollicciano. “L’idea – ci dice Franco Dardanelli, segretario generale del comitato territoriale dell’Unione Italiana Sport Per tutti (associazione di promozione sociale attiva dal 1948) e presidente della Solliccianese, – nasce da una felice intuizione dell’ex presidente del comitato territoriale Uisp, Marco Ceccantini (ora presidente Uisp Toscana) che, per creare un ponte con l’esterno, ha deciso di promuovere questa Polisportiva Solliccianese, che opera attraverso calcio a 7, calcio a 11, pallavolo femminile e podismo e anche tramite percorsi trekking per i detenuti che possono godere della semilibertà o di permessi premio”. “La Uisp – prosegue Dardanelli – svolge da oltre quindici anni attività sportiva all’interno del carcere di Sollicciano e, dall’anno scorso, anche all’interno del carcere minorile. Per dare ulteriori stimoli ai reclusi si è deciso di fare un passo avanti rispetto ai tradizionali eventi singoli già visti in passato. Stavolta infatti abbiamo voluto provare a dare continuità organizzando un torneo al quale hanno aderito sette squadre”.
Le formazioni partecipanti, oltre alla Solliccianese, sono il Football Club Palazzo Vecchio, in rappresentanza del comune e le squadre dell’Unione Stampa Sportiva italiana, dei Vigili del fuoco, dell’Istituto superiore Leonardo da Vinci, del Circolo Rondinella e del progetto Dentro–Fuori (nato a Firenze nel 2016 con l’obiettivo di promuovere l’attività sportiva a fini rieducativi). “L’aspetto importante da sottolineare – prosegue Dardanelli – è che queste squadre non rappresentano realtà organizzate, ma si sono formate appositamente per questa competizione, perché ne hanno colto l’aspetto sociale ed educativo”. Il torneo è stato intitolato alla memoria di Nicola Zuppa, storico educatore all’interno delle case circondariali fiorentine, prematuramente scomparso nel 2016. C’è l’obiettivo di proseguire oltre quest’anno? “Certo – risponde Dardanelli – Alla presentazione, oltre al sostegno all’iniziativa abbiamo riscontrato anche il desiderio di predisporre altre iniziative una volta conclusa questa. L’idea è di ripartire dopo l’estate con qualcosa di ancor più strutturato”. La proposta è stata accolta in modo entusiastico da Valeria Vitrani, dallo scorso anno direttrice del carcere di Sollicciano. Non solo: la dottoressa Vitrani ha anche accettato di far parte del consiglio direttivo dell’Asd Solliccianese.
“La presenza della direttrice Vitrani è molto importante”, conclude Dardanelli. “Ricordo in particolare una sua frase detta durante la conferenza stampa di presentazione, quando ha affermato che finalmente i riflettori si accendono sul carcere per una cosa bella e non per una cosa triste”.
Da sottolineare infine come l’allenatore della Solliccianese, Alvaro Fruttuosi, una o due volte a settimana si rechi nella struttura penitenziaria per allenare i suoi giocatori. La squadra infatti è composta esclusivamente da detenuti che stanno scontando la loro pena all’interno della casa circondariale fiorentina. Alla fine a vincere la gara d’esordio fra la Solliccianese e la rappresentativa dell’Ussi Toscana è stata quest’ultima, col punteggio di 5-4. Tuttavia, mai come in questa occasione, vale l’assunto per cui il risultato è l’unica cosa che (non) conta.