foto Ap, via LaPresse
Quel giorno nel quale l'Italia del baseball ha battuto gli Stati Uniti
Nel World Baseball Classic 2026 la squadra guidata da Francisco Cervelli sorprende la Nazionale americana 8-6 al Daikin Park dopo essere stata avanti 8-0: una delle vittorie più importanti nella storia del baseball italiano, tra oriundi Mlb e giovani talenti cresciuti in patria
Il batti e corri (così è stato conosciuto il baseball agli inizi della sua storia qui da noi) parla anche italiano. L’Italia infatti ha sorprendentemente battuto gli Stati Uniti al Daikin Park di Houston durante il match valido per il World Baseball Classic 2026, il più importante torneo internazionale di baseball che si disputa sotto l’egida della Mlb, la massima lega statunitense per quanto riguarda questo sport.
Il risultato finale del confronto con i nordamericani (8-6) non dice tutta la verità su una partita che l’Italia ha dominato, andando avanti 8-0 prima del tentativo di rimonta della Nazionale americana. Grande merito di questo avvio di gara va attribuito al lanciatore partente, Michael Lorenzen. Il trentaquattrenne pitcher dei Colorado Rockies ha lanciato 4.2 inning senza concedere punti contro il forte lineup degli Stati Uniti.
Anche la Rai si è accorta dell’importanza del WBC 2026, avendo trovato un accordo per la trasmissione delle partite degli Azzurri. Fortunatamente questo accordo è arrivato prima della sfida con gli Stati Uniti, consentendo così agli appassionati di poter restare in piedi fino a notte fonda per gustarsi il clamoroso successo italiano.
Una vittoria da tramandare ai posteri dunque, la più importante nella ventennale storia del torneo. E pazienza se il roster a disposizione di Francisco Cervelli, manager della squadra (si chiama così nel baseball il capo allenatore) è formato per lo più da oriundi italo-americani. In squadra ci sono comunque anche tre talenti nostrani come i lanciatori Samuel Aldegheri (veronese classe 2001 che in carriera ha lanciato per i Los Angeles Angels), Gabriele Quattrini (gioca in Italia, a Macerata) e Claudio Scotti (al suo secondo Classic e già parte delle organizzazioni MLB dei New York Mets e dei Pittsburgh Pirates).
"Questo è uno dei giorni più belli della mia vita", ha detto Cervelli, venezuelano naturalizzato italiano con alle spalle un passato fatto di tredici stagioni nella Major League, condite dalla vittoria delle World Series del 2009 con i New York Yankees.
"Sono orgoglioso dei miei ragazzi. Sono giovani, ma giocano come se fossero nelle grandi leghe da 10 anni. La loro concentrazione c’era tutta. E sapete, tutti in Italia dovrebbero vedere questo. Lo stiamo facendo per loro, per i bambini. Può succedere. È possibile".
La speranza è che questo successo faccia da volano alla diffusione del baseball in Italia. In realtà, in Italia il baseball vanta una storia consolidata, avendo fatto il suo ingresso nel paese grazie ai militari americani durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. La Federazione Italiana Baseball Softball, che coordina sia il baseball sia il softball, è stata fondata nel 1948.
In alcune regioni, come l’Emilia-Romagna, lo sport che si gioca nei diamanti (come vengono denominati i campi da baseball) ha grande appeal. C’è stato anche un momento, durante gli anni Ottanta, in cui il baseball era uno degli sport più popolari fra quelli figli di un dio minore, cioè tutti quelli che non fossero calcio e basket. Non ci resta che attendere per vedere se le vittorie dell’Italia al WBC 2026 inaugureranno un vero Rinascimento per l’intero movimento del baseball italiano.