Fabiano Caruana (foto ANSA)
Gli scacchi presi con filosofia
Anche su una scacchiera ci sono muri da abbattere
Soglie da superare, nuovi record da battere. Le sfide sulle 64 caselle di Saint Louis, al “torneo di circolo” più prestigioso al mondo
"Pòlemos è padre di tutte le cose, di tutte le cose è re”. La massima eraclitea si attaglia perfettamente alle 64 caselle della scacchiera ancor più di quanto non lo faccia con il risiko internazionale sopra le nostre teste. Ciò non sorprende: gli scacchi, in fondo, sono una simulazione di guerra, del pòlemos, del principio generatore di distinzioni che forma la realtà. In questa simulazione, i conflitti, gli opposti non si fa fatica a trovarli: attacco e difesa, case scure e case chiare, colonne e traverse, tattica e strategia, istinto e calcolo, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Queste nozioni non sono aliene neppure all’iper-moderno scacchista del Ventunesimo secolo, che ha lasciato impolverata in soffitta la vecchia, immobile, pesante scacchiera in legno parmenidea, assieme ai volumi di Steinitz e Lasker, prediligendo quelli di Nimzowitsch e Reti, accompagnati da una comoda e leggera scacchiera di carta plastificata, o, persino, da una virtuale, naufragando nell’eterno divenire del mare magnum degli scacchi online. Seguiamoli, dunque, alcuni notevoli scacchisti contemporanei, e cerchiamo di carpire la strana natura di questi fenomenali soggetti, i muri che li frenano e i muri che essi superano, i contorni che li definiscono, i record che spazzano.
A Saint Louis la settimana scorsa si è tenuto il “torneo di circolo” più prestigioso al mondo, dove il favoritissimo Caruana si è scontrato con il muro della Alapin di Francesco Sonis, e, beffato proprio all’ultimo turno per mano dell’italiano, ha chiuso il torneo al secondo posto, dietro il russo Antipov. Nel frattempo, un altro italiano, nello stesso torneo, faceva festa: Lorenzo Lodici, primo nel ranking fra i nostri connazionali, ha superato il muro psicologico e simbolico dei 2600 punti, conquistando il gradino più basso del podio proprio dietro all’ex connazionale Caruana. Ancora (la settimana è stata piena di eventi), in Russia, il “Messi degli scacchi”, Faustino Oro, fallisce nel tentativo di divenire il più giovane Grande Maestro al mondo (lì il “muro” era di soli 12 anni e 4 mesi), mentre nel torneo di Praga il campione del mondo Gukesh non va oltre una umiliante penultima posizione. Muri che cadono e muri che vengono eretti, soglie da superare, nuovi record da battere: nell’hegeliano mondo scacchistico contemporaneo si procede per opposti, per tesi e antitesi, per prestazioni da sogno, come quelle di Sonis o Lodici, e da incubo, come nel caso dello sventurato Gukesh o del triste Faustino. L’esito del movimento dialettico dello spirito scacchistico lo conosciamo bene: è comunque l’assoluto, il sommo, il magno, il Magnus (Carlsen).
La partita: Francesco Sonis vs Fabiano Caruana, Saint Louis 2026, ½-½
L’importanza della conoscenza dei finali. Il Bianco ha frenato tenacemente per tutta la partita l’estro di Caruana, ma un solo sbaglio può vanificare ogni sforzo. Una sola mossa consente di pattare, Sonis la vede in un baleno, tu riuscirai a essere all’altezza?