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Il Foglio sportivo

Ecco a che cosa serve il campionato di calcio canadese

Jack O'Malley

Da quelle parti sperimenteranno il fuori gioco con la luce. E magari un giorno ci allenerà Tudor

Siamo in quel periodo dell’anno in cui gli esperti ci assicurano che per l’Arsenal è fatta, la tanto attesa vittoria della Premier League dopo anni di beffe e suicidi sportivi è questione di dettagli: i Gunners vincono, il City pareggia e resta indietro di 7 punti (ma ha una partita in meno), e se il calcio fosse analisi statistica e applicazione di big data lo direi anch’io. Nonostante il Var e le innovazioni distruttive di Gianni Infantino, però, allo sport inventato da noi inglesi resta quel pizzico di imprevedibilità che in queste ore sta facendo toccare legno ai tifosi dell’Arsenal. 

 

Hanno toccato ben altro i tifosi del Leeds, che proprio durante la sfida contro i Citizens hanno fischiato il minuto di pausa decretato dall’arbitro per permettere ai giocatori musulmani di rifocillarsi interrompendo il digiuno per il ramadan: il “momento di spiritualità e inclusione” (sic) è diventato l’ennesima scusa per accusare la gente sugli spalti di razzismo – manco avessero detto che una canzone d’amore napoletana è roba da matrimoni della camorra, vero Aldo? – e ovviamente promettere nuove misure per sensibilizzare i tifosi ed eventualmente punirli in caso di recidiva. Il fatto è che il calcio sta diventando quella cosa che succede nelle pause tra un fervorino sui diritti, uno spot pubblicitario durante il cooling break, una polemica sulle simulazioni, un daspo a vita a chi urla faggot dagli spalti e un appello a boicottare il Mondiale in solidarietà con gli ayatollah: roba da farmi (quasi) preferire Sidney Sweeney che scende in campo a Lisbona, palleggia meglio di tante calciatrici professioniste con la mascotte dello Sporting e dice paraculescamente che il suo calciatore preferito è Cristiano Ronaldo. Cialtronata per cialtronata, almeno si è vista un po’ di figa. 

 

Io resto fedele al vecchio calcio e alla bionda del pub del mio cuore, ma sono sempre più solo: poiché in tempo di carestia ogni spazio è galleria leggo che nel prossimo mese il campionato canadese sperimenterà il fuorigioco con la “luce”, per cui un giocatore che attacca è da considerare in gioco se qualunque parte del suo corpo è allineata con l’ultimo difendente. Non so se la conseguenza di questa proposta avanzata da Arsène Wenger (a proposito di Arsenal) sarà quella di vedere difese sempre più basse, ma so che la notizia è sorprendente per molti motivi, primo fra tutti perché ha permesso al mondo di scoprire che in Canada c’è un campionato di calcio. Forse è lì che potrebbe andare ad allenare Igor Tudor, fresco di sconfitta in casa contro il Crystal Palace e ormai a un punto dalla zona retrocessione con il Tottenham: se lo avessero lasciato fare, forse sarebbe allo stesso punto in Serie A con la Juventus. Un’altra grande intuizione di Elkann.

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