Un’immagine del campo del Garlasco in testa al Girone F del campionato di Promozione lombardo

Il Foglio sportivo

Garlasco, sport senza misteri

Luca Cardinalini

Il calcio guida la Promozione e le squadre di volley tra le prime in Serie B

Alla fine, il vero mistero di Garlasco, è questo: come è possibile che la farmacista del paese, Silvia Strigazzi, sia la presidentessa di tutto ciò che è sport in quel comune di nemmeno 10mila anime? Se uno crossa, alza, tira, schiaccia, rinvia, batte, para, riceve, corre, salta o si tuffa, ha a che fare con lei. Perché?

Garlasco non è solo l’impronta 33 o 34, ma una tragedia immane (l’omicidio risale a 19 anni fa) che ancora oggi – in senso letterale, il giorno in cui leggete questo misero pezzo – è nei titoli di tutti i telegiornali, e benzina per speciali, trasmissioni, libri, forum, sui social e non. Eppure dietro questo teatrino mediatico e giudiziario c’è una comunità che continua a vivere e a giocare.

Nel calcio, ad esempio, il Garlasco è in testa al suo girone di Promozione lombarda, con l’Eccellenza in vista (dove ha giocato una sola stagione). Tre anni fa la società aveva chiuso i battenti. La presidente Silvia: “C’è una lunga storia di imprenditori locali che hanno meritoriamente tenuto in vita la società di calcio che, come dovunque, è un pezzo di storia per l’intero paese. Riconsegnate le chiavi, il sindaco mi ha pregato di prenderle e iniziare un nuovo percorso”.

Era esperta di calcio? “Poco o niente, nel senso che il mio sport è sempre stato la pallavolo, dal 2001 presiedevo la squadra locale di volley ma certo, avendo marito e due figli maschi, il calcio lo seguivo, anche se loro sono interisti e io sono juventina”.

La prima mossa è stata prendere l’allenatore, Roberto Gioia, che di lavoro ha un’azienda di prodotti per i bar: “Ho accettato subito, pur non essendo di Garlasco, ma di Mortara (una ventina di chilometri distante, ma migrazioni e remigrazioni, anche quassù, si misurano in metri… ndr). La squadra era quasi tutta composta di ragazzi del posto, vincemmo subito il campionato e salimmo in Promozione”.

Seguirono due anni di assestamento, nel primo la salvezza all’ultima giornata, nel secondo metà classifica. Quest’anno, a otto giornate dal termine, il Garlasco guarda tutti dall’alto, tre punti in più della Sported Maris, nove sulla quotatissima Casalpuesterlengo, e dieci sull’Oriese. Per avere un’idea di questa impresa ecco i pareri (opposti) della presidente (“Non eravamo partiti per vincere il campionato, ma solo per far meglio dello scorso anno”) e di mister Gioia (“La squadra è stata costruita per vincere o lottare per vincere. Altrimenti non prendi gente come il difensore Villanova o l’attaccante Zanellato che vengono addirittura da Vigevano, non so se mi spiego”). Certo.

Per domani, il calendario dà una mano. Lo Sported Maris va in casa del Robbio, l’Oriese ospita il Casalpusterlengo nello scontro diretto, mentre il Garlasco riceve la Luisiana, zona playout, e può allungare. Mister Gioia: “Calma, calma. Segnalo che la Luisiana, la scorsa settimana, ha sbancato Casalpusterlengo, non so se mi spiego”. Altroché.
La squadra, intanto, è molto cambiata: “Diciamo che sono tutti di fuori, di Garlasco c’è la presidente e un calciatore”. 

Lui, mister Gioia, tifoso di nessuna squadra, modulo preferito 4-3-3, allena da 10 anni, lo considera un mestiere bellissimo: “Quando sento dire che il lavoro di un allenatore conta solo il 10 per cento mi viene da ridere, conta molto di più, ho capito che puoi incidere sui ragazzi anche solo per le parole che dici, per il tono in cui le dici, oltre alla tecnica e alla tattica”.

Ci giriamo intorno, poi arriva la domanda delle domande: come ha impattato, la vicenda del delitto, nella quotidianità della squadra? Ne parlate mai, tra di voi? Non dico “chi è l’assassino secondo voi?”, ma quasi.

La presidente Silvia: “L’omicidio è successo 19 anni fa, c’è un senso di saturazione difficile anche da raccontare. La gente non ne può più. Da qualche anno sono anche consigliere federale del volley, e quindi mi capita che anche a Roma c’è chi mi chiede notizie, novità, senza capire che gli abitanti di Garlasco le apprendono dai media, come tutti”.
Mister Gioia: “In questi anni non ho mai sentito, mai, negli spogliatoi o fuori, una sola parola tra i ragazzi che riguardasse quella vicenda. Come se fosse un altro mondo”.
Da farmacista del paese – con parafarmacia compresa – ovvio che Silvia conosca tutti i protagonisti: imputati, parenti, sospetti, cugine, amiche, amici, avvocati e giornalisti: “Sono stata per anni capo scout e catechista, ho sempre frequentato gli stessi ambienti che frequentava la famiglia Poggi, sua madre era catechista, Chiara me la ricordo quando veniva in farmacia, gente umile ma perbene, di sicuro non si meritavano questo dramma che sembra non finire mai”.

Vi siete fatti un’idea del perché, questo delitto, rispetto a mille altri, sia diventato così mediatico? Mister Gioia: “No, inspiegabile”. La presidente Silvia: “Malgrado prove schiaccianti e una condanna definitiva, non c’è mai stata nessuna confessione, quindi non penso che finirà mai”.

Un delitto che diventa anche un marchio per una cittadina, come in passato era accaduto ad altre: Erba, Avetrana, per citarne due. Eppure la vita va avanti, vicino alla villetta del delitto, si gioca, si vince, si perde.

La presidente Silvia, che è stata anche giocatrice e allenatrice, si accalora: “Abbiamo una squadra femminile, la Volley 2001 – anno della fondazione, ero io e solo cinque ragazzine tesserate – che è nelle prime posizioni in Serie B e, salvo sorprese, l’anno prossimo andrà in Serie A”. Gioca in Serie B, primo in classifica, anche il volley maschile (“potevamo essere ripescati in A, ma abbiamo deciso di no, non potendocelo permettere”) e gioca in Serie A anche la Sitting volley, dove normodotati giocano a fianco di persone con disabilità: “Purtroppo questa ultima squadra è costretta a giocare altrove, visto che il palazzetto dello sport di Garlasco, incredibilmente, non ha un bagno per disabili. Il Comune ci aveva promesso un intervento che finora non si è visto e, a tutt’oggi, non si sa il perché”.
Sarebbe l’ennesimo giallo: ma anche no.

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