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Il Foglio sportivo

A Milano c'è la biblioteca dello sport, come far rivivere Mura tra libri e racconti

Annagiulia Dallera

La biblioteca nasce proprio grazie ai libri donati da case editrici, autori e cittadini. Alcuni provengono addirittura dalla casa del giornalista. Sugli scaffali ora ci sono 2.173 volumi. E ancora c’è spazio da riempire

"Ho saputo ieri dell’inaugurazione della biblioteca sul giornale e ho deciso di prendere il treno da Roma per venire qui. Sa io e Gianni Mura eravamo amici. Gli ho fatto conoscere Sergio Endrigo, altro mio caro amico, e spesso gli mandavo i cd con tutte le sue canzoni”. Massimo Amoroso, ex ingegnere delle telecomunicazioni, è uno dei tanti, tra milanesi e non, che mercoledì 25 febbraio ha partecipato al battesimo della biblioteca sportiva in via Confalonieri 3, quartiere Isola, intitolata al gigante del giornalismo sportivo scomparso nel 2020. Mentre racconta del loro rapporto il signor Amoroso stringe tra le mani la busta targata Repubblica con dentro la lettera che Mura ha scritto di suo pugno per ringraziarlo: “Caro Massimo, quando vedo il tuo nome sul pacchettino ritorno un bambino sotto l’albero di Natale. So già che troverò un bel regalo”.

 

Nella busta custodisce gelosamente anche tutte le cartoline che il giornalista gli inviava dai suoi viaggi. Il duo in realtà risulta essere addirittura un trio. Seduto vicino all’ex ingegnere c’è un altro appassionato e amico del cantante Sergio Endrigo che è venuto a celebrare la memoria culturale di Gianni Mura. Il terzo fan, Alberto D’Antonio, ricorda quando, dopo una fantastica cena in un ristorante milanese, il giornalista decise che quella serata si poteva concludere in unico modo: in macchina con i finestrini abbassati e cantando a squarciagola le canzoni di Sergio Endrigo. “Il più stonato era Gianni Mura” concordano i due amici. Un rapporto il loro all’insegna della musica. 

 

Mura non scriveva soltanto di sport nei suoi articoli e nei suoi libri. È risaputa la sua passione per il buon cibo e il buon vino. Nella rubrica “Mangia e Bevi” su “Il Venerdì” di Repubblica, curata insieme alla moglie Paola, si potevano leggere le sue recensioni enogastronomiche. Di pregio tanto quanto quelle sportive. La sua ecletticità si esprimeva anche nella rubrica “Sette giorni di cattivi pensieri”, quasi 40 anni di commenti su sport, politica e costume. In molti sono passati sotto il giogo della sua abilissima penna. Calcio e ciclismo sono gli sport che più amava raccontare. Nel pezzo sulla morte di Pantani ricorda di avergli chiesto “Perché vai così forte in salita?” e che il ciclista rispose: “Per abbreviare la mia agonia”. 

 

Il suo è un giornalismo segnato da una profonda umanità: Mura aveva una regola, rispettava sempre il lettore. Per più di 20 anni presidente del premio “L’Altropallone” che viene conferito a chi si è adoperato nel mondo dello sport in azioni di solidarietà e tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Questo ruolo è passato in eredità a Paolo Maggioni, giornalista della Rai e ideatore della biblioteca. “L’ultima intervista in tv Gianni Mura l’ha fatta con me in uno dei suoi ristoranti più amati, “Al Vecchio Porco” di Milano, pochi mesi prima che morisse. Abbiamo sfogliato idealmente l’album dei ricordi legati al suo maestro Gianni Brera. È stato un viaggio meraviglioso. Penso anche a quando andavo a trovarlo nel suo ufficio, ai cazziatoni utili, anzi utilissimi, e ai libri che regalava”. È proprio grazie ai libri donati da case editrici, autori e cittadini che a Milano nasce la Biblioteca dello Sport Gianni Mura. Alcuni provengono addirittura dalla casa del giornalista. Sugli scaffali ora ci sono 2.173 volumi. E ancora c’è spazio da riempire.

 

Tra le attività che si svolgeranno nella biblioteca sono previsti incontri, iniziative, rassegne, podcast. “Speriamo davvero che possa diventare la casa del racconto sportivo in una delle capitali europee dell’editoria e che come un ponte possa unire generazioni, culture e storie. È un quaderno bianco che regaliamo alla città e che la città deve scrivere insieme a noi” ci spiega Maggioni. Sono intervenuti alla cerimonia di inaugurazione Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee di Regione Lombardia; Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Bruno Cerella, ideatore del progetto sportivo “Slums Dunk” e Carlotta Moratti (figlia di Massimo), consigliera di amministrazione di Fondazione di Comunità Milano. Nel pubblico anche il comico Enrico Bertolino. Di effetto i momenti tra un intervento e l’altro in cui Marco Pastonesi, che spesso leggete anche su queste pagine, ha ricordato l’amico Mura leggendo alcuni pezzi dei suoi articoli. La biblioteca sarà aperta ogni martedì e giovedì dalle 14 alle 18 e ogni sabato dalle 9 alle 13. Oltre alla donazione di libri, è possibile supportare il progetto tramite una tessera annuale da 10 euro. E se come sostiene Maggioni “non esiste un erede di Mura”, grazie a questa biblioteca potrà comunque vivere la sua eredità culturale, il suo modo di vedere la vita attraverso lo sport. Un’eredità che Milano è ben felice di portare avanti.

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