Ansa
Il colloquio
"Per le Olimpiadi 2040 Roma parte avvantaggiata" dice Pescante (ex presidente Coni)
Dopo il successo di Milano-Cortina, tutta l'Italia vuole ospitare i Giochi estivi, ma la capitale parte con una marcia in più: "Ha già lo Stadio Olimpico, poi ci sono un concentramento di impianti al Foro Italico e lo stadio delle Tre Fontane" spiega il commissario straordinario delle Olimpiadi di Torino 2006
"Roma è pronta a ospitare le Olimpiadi nel 2040? Certamente un po' di vantaggio c'è e poi l'abbiamo dimostrato sul campo che siamo bravi a organizzarli", dice Mario Pescante ex presidente del Coni, membro del Cio dal 1994 e già deputato, sottosegretario alla Cultura con delega allo Sport e commissario straordinario dei Giochi invernali di Torino 2006, a proposito possibile candidatura di Roma come per ospitare i Giochi olimpici del 2040. La suggestione di riportare i Cinque cerchi nella capitale esattamente 80 anni dopo la prima, nonché unica, volta negli ultimi giorni ha sollecitato un dibattito che ha coinvolto l'intera penisola: dal sindaco della città eterna Roberto Gualtieri, a governatori ed ex governatori come Eugenio Giani, Attilio Fontana e Luca Zaia. Sulla scia dell'entusiasmo nato dal successo di Milano-Cortina, ora anche Roma, Firenze, Lombardia e Venezia vorrebbero ospitare le Olimpiadi estive con una data cerchiata sul calendario, che sembra lontana, ma in realtà è più vicina di quello che si pensi: il 2040. Perchè da qualche tempo, i calcoli per partecipare ai Giochi si iniziano a fare più di dieci anni prima, spiega Pescante, sottolineando che il 2036 è una data forse troppo vicina per l'Italia. L'ex deputato poi dice che quest'ondata di autocandidature fatta da molte città sembra "quasi un'aggressione. Ognuna di loro può candidarsi, ma poi alla fine sarà il Comitato olimpico internazionale a decidere in base a criteri tecnici".
Qualche giorno fa, è stato lo stesso presidente della fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò a dire che è "bello che si parli di Roma, Firenze e Venezia ma i ragionamenti si faranno dopo aver conosciuto il quadro globale". E il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha sottolineato come la capitale abbia una marcia in più: "Lì c’è una percentuale di impianti già realizzata, credo che il nostro paese meriti un’altra Olimpiade estiva". Proseguendo idealmente il loro ragionamento Pescante dice che "Roma sarebbe pronta a ospitare le Olimpiadi perché ha già lo Stadio Olimpico, poi ci sono un concentramento di impianti al Foro Italico e lo stadio delle Tre Fontane. Ci sono tutti i presupposti. Qui si sono svolti gli europei di atletica, e ogni anno ci sono gli internazionali di tennis, ci sono stadi di atletica come quello dei Marmi a quella della Farnesina che possono servire per gli allenamenti. Anche questi aspetti contano molto per la candidatura".
I presupposti quindi ci sarebbero tutti per far tornare la fiamma olimpica di nuovo a Roma 80 anni dopo l'ultima volta, dopo i tentativi falliti del passato. Proprio Pescante era presidente del comitato promotore di Roma2020 per far disputare i Giochi proprio nella capitale, ma nel 2012 il governo Monti decide di rinunciare alla candidatura. L'ex presidente del Coni osserva che il problema al tempo "non era nei costi dell'Olimpiade, ma nel periodo complicatissimo che stava passando l'Italia". Ma ora la situazione è diversa e Pescante spiega che quando si organizza un evento del genere "è complicato fare un discorso rigoroso di entrate e uscite. Le stesse Londra e Parigi hanno chiuso le Olimpiadi non dico in parità, ma in maniera soddisfacente. E' tutto quello che c'è intorno che ne beneficia, compreso il turismo, come abbiamo visto con Milano-Cortina. E comunque ospitare le Olimpiadi è sempre motivo di orgoglio".