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dopo le olimpiadi

Chiusa la gran festa di Milano Cortina. E adesso Roma 2036?

Umberto Zapelloni

Il record  di 30 medaglie conquistate dagli atleti azzurri ci fa stare tra le prime quattro potenze del mondo. E ora per raccogliere al meglio l'eredità è tornata la voglia di riaprire vecchi dossier, come la candidatura di Roma per ospitare i giochi estivi del 2036

Un’Olimpiade così, forse, non la vivremo mai più. Anche se, quando ci siamo di mezzo noi italiani, tutto è possibile e adesso sta crescendo la voglia di riaprire i vecchi dossier su Roma e presentare la candidatura per ospitare i Giochi estivi del 2036, quelli del probabile ritorno in Europa dopo Los Angeles e Brisbane. L’eredità di Milano Cortina va oltre il medagliere dei record con le 30 medaglie che confermano il trend positivo cominciato a Tokyo e proseguito a Parigi. L’Italia dello sport è tra le prime quattro potenze del mondo, uno dei sei paesi a essersi piazzata nella top 10 del medagliere estivo e invernale. E non è lì per caso, non è lì perché giocava in casa o perché quest’anno c’erano molte più gare che a Lillehammer (116 titoli in 16 discipline contro i 61 in 12 discipline in Norvegia) dove però c’era meno concorrenza (67 paesi contro i 93 di questi Giochi).  “E’ un’Italia da 30 e lode ed è lì perché siamo riusciti a fare sistema”, spiega il presidente del Coni Luciano Buonfiglio che al suo esordio da numero uno dello sport ha vissuto delle settimane magiche, tanto che c’è chi ormai prova a toccarlo come si fa dalle sue parti con i cornetti. Buonfiglio porta fortuna. Una qualità che serve sempre e comunque, lo sosteneva anche un grande italiano come Enzo Ferrari (“Preferisco piloti fortunati a piloti bravi”). Ma Buonfiglio non è solo un uomo fortunato, è un presidente che ha saputo dare continuità al comitato olimpico italiano dopo gli anni di Giovanni Malagò. L’eredità Malagò non era semplice da raccogliere, Buonfiglio, ascoltando i consigli dei vecchi saggi (Carraro, Petrucci, Gravina), ha confermato la squadra e ha aggiunto il suo buonsenso da uomo di sport cresciuto remando, ma anche studiando e lavorando nel mondo delle imprese. Confermare Carlo Mornati come segretario generale è stata la mossa vincente perché se dopo Tokyo e Parigi abbiamo avuto anche Milano Cortina significa che lo sport italiano funziona davvero, nonostante i maldestri tentativi della politica (sopiti dopo il cambio di presidente del Coni) di metterci sopra le mani.


“Il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno aveva sottolineato quanto lo sport abbia contribuito alla crescita del paese, regalandoci momenti di gioia, di orgoglio e di appartenenza, augurandosi che con Milano Cortina quei momenti potessero continuare. Il presidente ci è stato vicino con affetto e competenza. E noi gli abbiamo risposto con questa Olimpiade diffusa e con 103 uomini e 93 donne abbiamo conquistato 10 ori, 6 argenti  e 14 bronzi e ora possiamo dire di aver contribuito ad arricchire la storia della nostra Repubblica”, ha detto nel suo discorso conclusivo il presidente Buonfiglio, dopo aver ringraziato tutta la sua squadra, dal direttore generale al magazziniere, perché davvero in queste settimane magiche ha funzionato tutto. “Eravamo preparati e condannati a vincere”, aggiunge Buonfiglio. E in quella preparazione sta il segreto: ancora più delle medaglie c’è il dato dei 70 finalisti in 106 gare a raccontare il valore della spedizione azzurra (“La squadra italiana più forte di sempre”, assicura Mornati). Giocare in casa può aver influito, non c’è dubbio, certamente ha convinto  molti ragazzi a spremere le loro ultime gocce di talento, pensate alle medaglie degli ultratrentenni di Federica Brignone, Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida, Antonio Pellegrino, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer. Ma probabilmente ha influito ancora di più aver gareggiato nei posti più belli del mondo, in impianti che rappresentano l’eccellenza per i loro sport: “E’ come se ogni disciplina avesse avuto le gare nella sua Wimbledon”. E gareggiare su piste come l’Olympia delle Tofane, la Stelvio di Bormio, lo ski park di Livigno, le piste di Anterselva, ha significato esattamente quello, E sulle piste migliori non ci sono state sorprese, hanno vinto i migliori. L’Italia che arriva all’ultimo istante è arrivata ancora una volta al momento giusto e come racconta una recente ricerca del Censis, le vittorie  invogliano le famiglie  a portare i figli a fare sport e i ragazzi che già hanno cominciato a continuare nell’attività. “L’88 per cento degli italiani percepiva positivamente questo messaggio da parte dello sport e delle medaglie che – spiega Buonfiglio – producono non un indotto diretto sul pil, ma un indotto che il paese e le industrie possono attivare per generare quei prodotti che creano economia, dal turismo all’abbigliamento sportivo. E le medaglie sono anche un messaggio per i giovani, per avvicinarli allo sport”. Molti dei ragazzi che hanno vinto in questi giorni sono stati ispirati da Torino 2006. Adesso bisogna fare in modo che l’ispirazione di Milano Cortina non vada perduta. C’è bisogno di lavorare sulla scuola e sugli impianti. Dal 1996 abbiamo perso 4,5 milioni di giovani nella fascia 18-30 anni, siamo il secondo paese più vecchio al mondo dopo il Giappone, il calo demografico è un problema e dobbiamo raccogliere ogni goccia d’acqua per trasformarla.  “Mai come in questi anni il governo ci è stato vicino. Si è generata una nuova armonia che ha prodotto un aumento dei tesserati e un miglioramento dei risultati. Lo sport riceve il 32 per cento di quello che produce e una cifra che aumenta anno dopo anno. Sta a noi, insieme al ministero e a Sport e salute indirizzarlo  nel modo migliore. Ognuno deve svolgere al meglio il proprio ruolo e i risultati continueranno a venire”.  Chiuso il dossier Milano Cortina 2026, si può riaprire quello di Roma e intanto non sprecare l’eredità.

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