LaPresse

Il Foglio sportivo

Nella nostra Serie A mancava un giocatore delle Far Øer

Gianluca Losito

Con l'arrivo di Edmundsson all'Hellas Verona hanno giocato nel nostro campionato giocatori di 112 nazionalità. A completare il quadro europeo mancano cinque nazionali: Andorra, Gibilterra, Malta, Azerbaijan e quell’Irlanda del Nord prossima avversaria degli Azzurri nella semifinale playoff di marzo

Se la lista di tutte le nazionalità dei calciatori ad aver giocato nella storia della Serie A fosse rappresentata da un mappamondo a led, una lucina piccola, quasi impercettibile, si sarebbe accesa a inizio febbraio nel profondo Nord d’Europa, più o meno a metà tra la Gran Bretagna e l’Islanda: è quella delle Far Øer. Con l’arrivo all’Hellas Verona di Andrias Edmundsson, l’arcipelago in pieno Oceano Atlantico diventa la 112esima nazionale ad avere un proprio rappresentante nelle fila del massimo campionato italiano. Il mercato esotico e creativo del direttore sportivo dell’Hellas, Sean Sogliano, divenuto ormai suo marchio di fabbrica, l’ha portato a pescare il difensore scandinavo dal Wisla Plock, formazione polacca attualmente al terzo posto in classifica nel campionato locale, uno dei più equilibrati di tutta Europa (le prime 12 formazioni sono raccolte in appena 10 punti, tutte le 18 squadre in 15 punti). Appena prima di Edmundsson c’era stato un altro faroese vicino a fare la storia della sua nazione in Serie A: trattasi dell’ex attaccante del Torino Under 18 David Reynheim, tesserato con le giovanili del Toro per un anno e mezzo prima di tornare in patria a gennaio 2026, mai arrivato all’esordio in A.

 

Classe 2000, Edmundsson è il terzo faroese a giocare nei principali 5 campionati europei (dopo Gunnar Nielsen al Manchester City e Jóan Símun Edmundsson, suo fratello maggiore, all’Arminia Bielefeld) è stato anche tra i protagonisti degli storici exploit della sua Nazionale contro Montenegro e Repubblica Ceca nel girone di qualificazione mondiale: due vittorie, rispettivamente per 4-0 e 2-1, che hanno permesso alla Nazionale isolana di chiudere il girone di qualificazione mondiale al terzo posto, mancando di soli 4 punti la qualificazione al playoff di marzo in cui sarà protagonista anche l’Italia. In entrambe le sfide Edmundsson è stato schierato titolare dal commissario tecnico Klakstein. In egual misura, Edmundsson ha giocato da titolare ambo le gare di campionato dell’Hellas Verona da quando è arrivato in Italia, guadagnandosi subito la fiducia del nuovo allenatore Paolo Sammarco. In particolare, contro il Pisa Edmundsson è stato tra i migliori in campo, guadagnandosi subito tanti applausi per l’autorevolezza nei duelli aerei (alto 1,93, nelle prime due uscite ha vinto 6 duello aerei su 7 ingaggiati) e per qualche coraggiosa avanzata palla al piede degna di nota.

 

Tra le 111 bandierine precedentemente issate in A, se da un lato spiccano Brasile e Argentina come le nazioni più rappresentate (rispettivamente 396 e 370 calciatori nei 96 anni di storia di Serie A), con la Francia come principale nazionale d’importazione europea (216 i calciatori transalpini ad essere transitati per la A), sono molteplici le nazioni ad aver avuto un solo calciatore in Serie A. Sembra quasi il lancio di una monetina: testa e spuntano fuoriclasse quali George Weah (Liberia) o Mkhitaryan (Armenia), croce e vengono fuori carneadi come Issa Bah (Lussemburgo, ex Venezia), Grégory Campi (Principato di Monaco, ex Bari) o Eritrea (Henok Goitom, il caso più particolare: una presenza con l’Udinese, da soli 8 minuti, ma con un gol, nell’1-1 contro l’Inter del febbraio 2005). Tornando alle nazioni più rappresentate, invece, è segnalare su tutti l’exploit danese, il più significativo della storia recente del nostro calcio: su 102 calciatori, ben 42 hanno debuttato negli ultimi 10 anni. 

 

Con l’arrivo delle Far Øer, a completare il quadro europeo mancano 5 nazionali: 3 microstati (Andorra, Gibilterra e Malta), l’Azerbaijan e quell’Irlanda del Nord prossima avversaria degli Azzurri nella semifinale playoff di marzo, che un calciatore nel panorama italiano l’ha anche avuto, ma solo in Serie B: Kyle Lafferty, protagonista a Palermo nella stagione 2013/2014 e di passaggio alla Reggina sette anni più tardi. Chissà che qualche presidente o direttore italiano, con una mossa di gaucciana memoria (benché, in un certo senso, inversa), non si invaghisca di qualcuno nella sfida in programma tra un mese e decida di accendere un altro interruttore nel mappamondo della storia della Serie A.

Di più su questi argomenti: