Il momento dell'espulsione di Pierre Kalulu durante Inter-Juventus (foto LaPresse)
il colloquio
“Bastoni? Ciò che è successo è inaccettabile”. Parla l'ex arbitro Graziano Cesari
Il moviolista di Mediaset condanna la gogna mediatica subita dal difensore dell'Inter, criticando i dirigenti juventini che al triplice fischio si sono catapultati nel tunnel degli spogliatoi per inveire contro l'arbitro. E sui politici intervenuti è netto: "Nel mondo del calcio ci sguazzano tutti anche quando non dovrebbero"
Una simulazione, la gogna mediatica e le minacce di morte. È bastato poco al derby d’Italia tra Inter e Juventus per trasformarsi in una brutta pagina del calcio italiano. “Quello che è successo è inaccettabile”, dice al Foglio Graziano Cesari, ex arbitro e attuale opinionista televisivo su Mediaset. L’episodio è noto: il difensore dell’Inter Alessandro Bastoni, dopo un leggerissimo contatto con lo juventino Pierre Kalulu, si getta a terra enfatizzando e simulando lo scontro. Kalulu, già ammonito, viene espulso dall’arbitro La Penna e Bastoni esulta come se avesse segnato un gol. Ed è qui che scoppia il caos.
Per il moviolista però il problema è un altro: “Abbiamo visto un comportamento inammissibile soprattutto da parte di chi dovrebbe mantenere la calma in questi momenti”, continua. A cosa si riferisce? “A ciò che è successo all'ingresso del tunnel degli spogliatoi”. Il riferimento è ai dirigenti bianconeri che non appena terminata la partita si sono catapultati nel sottopassaggio tra gli spogliatoi e il campo da gioco, inveendo contro il direttore di gara e i suoi assistenti. “Io capisco che devi difendere la tua squadra, ma questa non è una giustificazione. Quella corrida che abbiamo visto non deve avere giustificazioni”.
Ieri in conferenza stampa Bastoni ha detto che la sua famiglia ha ricevuto minacce di morte. “I social sono una puttanata! Gettano fango su tutti. Non solo su di lui. I social non hanno nessuna medicina o ricetta per essere contenuti, sono fatti così, che ci si può fare? Non so cosa pensa la gente quando scrive queste cose”. Anche politici di spessore, come l’ex premier Enrico Letta o il presidente del Senato La Russa hanno commentato l’accaduto. “Nel mondo sportivo ci sguazzano tutti, anche quando non dovrebbero. Non fanno altro che alimentare la cattiveria intorno a questi episodi e che poi si manifestano in altre cose, dalle curve chiuse a chi deve rimanere a casa per paura di essere linciato. Non va bene”.
Andando invece sul lato tecnico della questione, secondo lei è necessario modificare il regolamento del Var? Se ci fosse stata la possibilità di far intervenire il Var anche nei casi di doppia ammonizione, tutto questo casino non sarebbe neanche nato. “Sono assolutamente d’accordo, anche perché sono situazioni che si ripetono. Venerdì ci sarà una riunione dell’Ifab - l’organo che decide le regole del calcio – e credo che il protocollo del Var verrà ampliato”.
Secondo lei la colpa di tutto questo è anche un pò della classe arbitrale? “Sì, se c’è tutto questo permissivismo nel regolamento, la colpa appartiene agli arbitri, ma non solo”. Cioè? “I dirigenti arbitrali non fanno più una reale formazione. Io mi ricordo che ci insegnavano i movimenti dei giocatori in campo. Oggi è tutto troppo legato ai video e non si ha più la reale concezione di ciò che accade in campo. Lo stesso Lautaro Martínez – il capitano dell’Inter - ha detto ‘non è fallo, ma ha fischiato’. I giocatori lo sanno, ma gli arbitri no. Questo è il problema”.
In ogni caso, lo stesso Bastoni alla vigilia della partita di Champions League che si disputerà oggi tra i nerazzurri e i norvegesi del Bodø/Glimt, ha ammesso i suoi errori, l'unico modo per placare le polemiche: "Ho sbagliato, soprattutto nell'esultanza. Un essere umano ha il diritto di sbagliare e il dovere per riconoscerlo".
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