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L'oro che ritorna: l'Italia dell'inseguimento vent'anni dopo è ancora leggenda
La squadra maschile del pattinaggio veloce conquista l'oro, non succedeva da Torino 2006. E dal ghiaccio della Fiera le sorprese potrebbero non essere ancora finite
Ormai siamo anche un popolo di pattinatori. Non lo sapevamo o almeno ce lo eravamo dimenticati dopo Torino 2006. Adesso siamo a tre ori dal ghiaccio della velocità, dopo quelli di Francesca Lollobrigida, ecco quelli del terzetto della felicità che ci portano la ventiquattresima medaglia sullo stesso ghiaccio che era già stato d’oro con Francesca. Sulla pista della Fiera di Rho, a pochi metri da dove l’hockey azzurro aveva lasciato i Giochi a testa alta, perdendo con la Svizzera (3-0) il playoff, i ragazzi dell’inseguimento Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti prima hanno eliminato l’Olanda in semifinale e poi hanno battuto gli Stati Uniti, campioni del mondo, in finale, recuperando 7 decimi e prendendo il largo al decimo giro, senza poi mollare più (+4”56). Hanno tagliato il traguardo al grido Italia Italia con i 6 mila dell’Ice Park di Rho che cantavano per loro. Vent’anni dopo Torino (Enrico Fabris, Ippolito Sanfratello e Stefano Donagrandi), siamo ancora d’oro nell’inseguimento. Giocare in casa fa bene quando non ci si lascia schiacciare dalla pressione. Ed è bello vedere gli uomini d’oro di Torino in pista a festeggiare con i loro eredi. Un lungo passaggio di consegne o forse quel che vuol dire legacy quando si parla di Olimpiadi.
Due trentini e un vicentino, tutti over trenta, da sempre una squadra che pattina come un uomo solo, caratteristica fondamentale in uno sport come questo. Eccole qua le ultime facce d’oro di quest’Olimpiade che non finisce più di regalarci sorrisi. La grande rivincita dei ragazzi è arrivata su una pista che sembrava riservata a Francesca Lollobrigida e dopo il bronzo del ragazzo di casa, Riccardo Lorello sui 5 mila, aveva riservato solo amarezze per Davide Ghiotto, il filosofo del ghiaccio, il nostro campione annunciato, impanatosi incredibilmente nel momento in cui avrebbe dovuto portarsi a casa il titolo dei 10 mila, una distanza dove aveva dominato tutto l’anno. Proprio Ghiotto, pochi giorni o dopo il crollo che avrebbe mandato in crisi tanta gente, ha tirato la volata del terzetto azzurro, riprendendosi quello che aveva lasciato su questo ghiaccio venerdì. Il ragazzo di Vicenza ha trovato dentro se stesso l’energia per lasciare il segno nei Giochi di casa. Prima della finale dei “suoi” 10 mila aveva detto: “Saranno probabilmente gli ultimi della mia carriera e dovranno essere un capolavoro”. Non era andata così, ma il capolavoro è arrivato giocando di squadra. Ha ritrovato il violo che gli si era ingarbugaliato durante quei 10 mila metri solitari dell’altro giorno, quando aveva deluso prima di tutti se stesso per non aver sfruttato l’occasione. Nei 5 mila si era fermato al quarto posto, nei 10 mila era sprofondato. Con Giovannini e Malfatti si è ritrovato. Davide e Andrea hanno festeggiato come Francesca con i loro figli in pista. Viene da pensare che questo del pattinaggio veloce sia uno sport di famiglia, con squadre che riescono ad andare oltre il ghiaccio. Già campioni d’Europa, già campioni del mondo in passato, i tre ragazzi d’oro hanno fatto il salto di qualità olímpico con l’oro più presente e significativo. Sapevamo di star bene e sono riusciti a tenere liberi la testa, si sono lasciati ispirare dalla leggerezza di Federica Brignone. Nella specialità del ghiaccio più vicina al ciclismo, le frecce tricolori, si sono lasciate guidare da un un uomo che ha il ciclismo nel sangue: il papà di Davide Ghiotto è Ghiotto, quattro volte al Giro d’Italia ai tempi di Bugno e due vittorie tra i professionisti. “Da bambino volevo guardare i cartoni in tivù, ma papà mi faceva vedere le classiche del Nord, la Roubaix e il Fiandre…”, ha raccontato qualche settimana fa il mancavi ciclista diventato filosofo e soprattutto pattinatore. Lui che aveva scritto m la tesi su Kant, l’etica e il suicidio, oggi potrebbe aggiungere la gioia e la rinascita. Un giro completo. E dal ghiaccio della Fiera le sorprese potrebbero non essere ancora finite.
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