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L'Olimpiade raccontata sui social
La vita degli atleti nei villaggi è l’argomento più gettonato in rete. Dai bidet, alla vita al Villaggio olimpico fino alle richieste per San Valentino. Ma non tutto può essere postato
Non solo bidet a Milano Cortina 2026. C’è chi fa appelli sui social per avere appuntamenti a San Valentino come la slittinista americana Sophia Kirkby. Chi come lo snowboarder bulgaro Tervel Zamfirov ha pubblicato un video in aeroporto in cui fa suonare i metal detector e poi sfodera la sua medaglia di bronzo davanti a un addetto alla sicurezza incredulo, ma divertito dallo scherzo. Di certo, la fantasia non manca agli atleti.
Fortunatamente non siamo sommersi solo da foto e video di medaglie e podi. Bellissimi gli azzurri che cantano l’inno nazionale e “Sarà perché ti amo” prima di entrare dentro lo Stadio di San Siro. Sulle storie Instagram di Arianna Fontana compare il video della telefonata in cui il presidente Mattarella si congratula con lei e il team italiano per l’oro vinto nella staffetta mista dello short track.
La vita degli atleti nei villaggi è l’argomento più gettonato sui social. C’è chi rassicura sulla comodità dei letti, chi mostra la spa, chi va in cerca di spille e gadget olimpici da scambiare e chi frequenta soprattutto le mense. Tutti gli sportivi sono concordi nel conferire la medaglia d’oro alla cucina italiana. Il sudafricano Matt Smith, sci di fondo, mostra il suo entusiasmo per la pizza servitagli nel villaggio olimpico di Predazzo e che riproduce i colori della sua bandiera. Paste di tutti i tipi, focacce, tiramisù e tortini al cioccolato sono le star delle tavole. Lo stupore non dovrebbe esserci davanti a simili prelibatezze, ma gli atleti ci tengono a mostrare la loro approvazione. Henrik Christiansen, l’“uomo dei muffin”, nuotatore norvegese diventato famoso alle Olimpiadi di Parigi 2024 per la sua passione per i dolcetti al cioccolato, farebbe fatica a scegliere una nuova ossessione. Menzione speciale per le macchinette che distribuiscono bevande gratis. Iniziativa apprezzatissima.
Tra le sportive più social anche la pattinatrice di velocità olandese Jutta Leerdam, vincitrice dell’oro nei 1.000 metri, che sta condividendo momenti della sua esperienza olimpica sia su TikTok che su Instagram. Nel pubblico a fare il tifo per la compagna c’era Jake Paul, youtuber e pugile statunitense. Famose ormai sono anche le lacrime di gioia versate da lui per la vittoria di Jutta.
La storia più bella? Quella di Madeline Schizas, pattinatrice artistica canadese che ha postato su Instagram la mail inviata al suo professore di sociologia alla McMaster University in cui gli chiede di avere una proroga sulla consegna di un compito. La scusa usata questa volta è più che valida: “Sto gareggiando alle Olimpiadi invernali” con tanto di link al comunicato stampa in cui si annuncia la sua partecipazione. Madeline non solo ha ottenuto la proroga ma anche un nuovo fan: il professor Victor Satzewich ha pubblicato una foto dove lo si vede seguire la competizione della sua giovane studentessa con la caption “So proud of you Maddie!”.
Ma attenzione… non tutto può essere postato. La cosiddetta Rule 40, legata al comportamento digitale degli atleti e imposta dal Cio, mette dei limiti agli atleti che vogliono posare per brand che non sono sponsor ufficiali delle Olimpiadi in una finestra temporale che va dal 30 gennaio al 24 febbraio inclusi. Insomma, bidet, mail, tiramisù e pizze vanno benissimo. Basta che siano targati solo Milano Cortina 2026.
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