Ansa
certi amori non finiscono
Totti e la ricerca della felicità che potrebbe ricondurlo a casa, alla sua Roma
Lo storico capitano non è mai stato così vicino a ritrovare la sua ex squadra a cui serve un grande nome che attragga anche gli sponsor e un totem in cui la piazza si riconosca
Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Soprattutto, quando il bisogno è reciproco. Da quando si sono lasciati, ormai sette anni fa, Francesco Totti e la Roma non sono mai stati così vicini dal rimettersi insieme. Di questi tempi complicati, scanditi da separazioni e disorientamenti, è già una bella iniezione di ottimismo. Nel 2019, l’ex capitano – che due anni prima aveva appeso gli scarpini al chiodo avventurandosi in una faticosa carriera da dirigente – se ne andò sbattendo la porta: “Mi hanno fatto fuori da tutto. Se lascio non è colpa mia, tornerò quando ci sarà un’altra proprietà”. Un anno dopo, estate 2020, Pallotta cedette ai Friedkin e subito la città si interrogò: ora lo richiameranno? Sono passati sei anni, ogni estate lo stesso tormentone, un abboccamento qua e là, ma mai qualcosa di concreto. Sempre lo stesso ostacolo: il ruolo. Rappresentativo, alla Javier Zanetti nell’Inter, per i Friedkin; operativo, alla Claudio Ranieri nella Roma attuale, per Totti. Gli uni, preoccupati che l’ex capitano da quando ha smesso di giocare non si sia strutturato per ricoprire un incarico strategico. L’altro, convinto di poter fare qualcosa in più che tagliare i nastri se solo gliene fosse data la possibilità (e il potere).
Da qualche tempo, le parti hanno ripreso a dialogare e a questo giro le chiacchiere potrebbero sfociare davvero in qualcosa di concreto. Ma cosa è cambiato se il ruolo che Totti ritiene compatibile col suo passato e il suo nome è già ricoperto a Trigoria? Il tempo è galantuomo. Lo stesso “maledetto” tempo che ormai nove anni fa lo costrinse ad abbandonare il campo, oggi potrebbe restituirgli la sua Roma. L’anno prossimo, il club giallorosso compirà cento anni. Un anniversario che i Friedkin intendono celebrare in grande stile. Sognavano di farlo con l’apertura del nuovo stadio a Pietralata, ma sarà già un miracolo se tra dodici mesi sarà stata posata la prima pietra. Allora, serve altro. Un grande nome che attragga anche gli sponsor. Un totem in cui la piazza si riconosca. Un monumento che rappresenti la Roma nel mondo. Chi meglio di capitan Totti? E del resto, quanto a leader carismatici cui abbinare operazioni di marketing, i Friedkin hanno già pescato a piene mani in questi anni: Mourinho, De Rossi, Ranieri. Operazioni riuscitissime, in termini di fidelizzazione e incassi al botteghino (meno per i risultati, nessuno ha tagliato l’ambitissimo traguardo della qualificazione in Champions). L’estate scorsa, hanno scelto Gasperini. Che si è fatto ben volere con una partenza sprint (ora un po’ rallentata, però), ma altra cosa è scaldare i cuori dei romanisti. Per quello servirebbe proprio un Totti. “I Friedkin ci stanno pensando”, ha ammesso ieri Claudio Ranieri.
Sono ore di riflessione anche per l’ex capitano, non a caso ricomparso all’Olimpico proprio di recente. Vorrebbe che i Friedkin si spingessero a proporgli qualcosa in più del ruolo di grande ambassador del centenario, lui da sempre ha il pallino della scelta dei giocatori. Si vedrebbe bene come direttore sportivo o giù di lì. In cuor suo, però, sa pure che da quando ha lasciato la Roma si è sentito un pesce fuor d’acqua, un Ulisse lontano dalla sua Itaca, dentro un peregrinare che talvolta gli è sembrato davvero un’Odissea. Il calcio a 8 sui campetti in periferia, gli spot per le agenzie di scommesse, il padel con le leggende che di leggendario, a volte, hanno innanzitutto le pance; nulla di particolarmente entusiasmante. E poi, la drammatica e talvolta grottesca separazione dalla moglie Ilary Blasi, che in attesa del verdetto del tribunale ha certamente vinto la battaglia mediatica. Tornare alla Roma, anche solo come uomo immagine, potrebbe restituirgli la vita che conosceva. E ai romanisti, che non vedono l’ora, un ombrellone sotto cui ripararsi. Del resto, come diceva il poeta, “certi amori non finiscono…”. Mai.
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