guanti sporchi #23

La fantasia di Marco Carnesecchi

Non bastano forza fisica, agilità e riflessi per essere un buon portiere. A volte bisogna fare con le mani quello che fa un numero 10 con i piedi: avere intuito e capacità di vedere prima degli altri ciò che accadrà

Giovanni Battistuzzi

La fantasia nel calcio non è altro che velocità di ragionamento che si mescola all'intuito, insomma la capacità di vedere prima degli altri ciò che accadrà e di farlo accadere. Non è cosa da tutti. Anzi è prerogativa di pochi. Spesso, almeno una volta, giocavano con il dieci sulla parte posteriore della maglietta.

La fantasia non è certo caratteristica dei portieri, o così almeno dicono i più con la sicumera di chi sa di non sbagliare. Eppure ci vuole fantasia, a volte, per diventare anche un buon portiere. Perché se è vero che gli ottimi portieri brillano per potenza fisica, per agilità, per velocità di reazione eccezionali, a volte un buon portiere può trasformarsi in un ottimo numero uno grazie alla fantasia, alla capacità di immediata comprensione di ciò che gli accade davanti e alla velocità di ragionamento e azione.

Domenica primo febbraio, allo stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, il portiere dell'Atalanta Marco Carnesecchi ha dato dimostrazione di tutto questo.

All'ottantaduesimo minuto di una partita a lungo dominata dai lariani, grazie anche all'uomo in più (il difensore nerazzurro Honest Ahanor è stato espulso dopo otto minuti), l'estremo difensore ha visto da vicino il difensore del Como Jacobo Ramón stoppare il pallone, dribblare l'esterno atalantino Lorenzo Bernasconi e caricare il tiro a non più di un paio di metri dalla linea di porta, esattamente sull'angolo sinistro dell'area piccola. Evitare il gol sembrava impossibile. Marco Carnesecchi ce l'ha fatta. E ce l'ha fatta con un guizzo di pura fantasia, grazie alla capacità di capire prima di tutti che c'era solo una cosa giusta da fare e quella cosa era balzare a braccia tese e mani aperte il più possibile vicino al pallone.

     

La parata di Marco Carnesecchi (foto Ansa)

 

Le tre migliori parate della 23esima giornata di Serie A

(con il prezioso aiuto di Alessandro Villari)

1. Marco Carnesecchi all'82esimo minuto di Como-Atalanta 0-0 – 5 punti     

2. ex aequo Wladimiro Falcone al 48esimo minuto di Torino-Lecce 1-0 – 3 punti

    

   

2. ex aequo Maduka Okoye al 96esimo minuto di Udinese-Roma 1-0 – 3 punti

       

        

3. Federico Ravaglia all'88esimo minuto di Bologna-Milan 0-3 – 1 punto

    

              

La classifica dopo 23 giornate

1. Mike Maignan (Milan), 27 punti;

2. David De Gea (Fiorentina), 21 punti

3. Elia Caprile (Cagliari) e Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;

5. Michele Di Gregorio (Juventus), 19 punti;

6. Marco Carnesecchi (Atalanta), Edoardo Corvi (Parma) e Wladimiro Falcone (Lecce), 17 punti;

9. Ivan Provedel (Lazio), 15 punti;

10. Mile Svilar (Roma), 12 punti;

11. Emil Audero (Cremonese), 12 punti;

12. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;

13. Federico Ravaglia (Bologna), 8 punti;

14. Jean Butez (Como) e Maduka Okoye (Udinese), 5 punti;

16. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;

18. Yann Sommer (Inter) e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;

20. Franco Israel (Torino), Vanja Milinković-Savić (Napoli) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.

     


          

Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.

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