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Sinner riparte a modo suo: finale in Australia e nuovi partner

Matteo Spaziante

Nel solo 2025 Sinner ha incassato circa 17 milioni di euro in premi, più oltre 3 milioni dal profit-sharing Atp. La parte più pesante, però, arriva fuori dal campo: le stime sugli sponsor oscillano tra i 20 e i 40 milioni annui. Il contratto con Nike, decennale, vale da solo 150 milioni complessivi

Jannik Sinner si è femato contro Nolan Djokovic al quinto set della semifinale australiana. Quando sono riposati anche i monumenti tornano in vita e Nole è stato fenomenale e ora affronterà Alcaraz nella finale degli Australian Open. Jannik può sempre consolarsi con gli affari, ormai è molto più di un tennista, è sempre più una industria personale. Nei giorni scorsi ha infatti annunciato un nuovo accordo di partnership con il Gruppo Allianz. L’accordo pluriennale con il gruppo assicurativo – che diventa Global brand ambassador e sostiene anche la Jannik Sinner Foundation – si inserisce in un portafoglio sponsor già tra i più ricchi a livello mondiale nel tennis, con brand che vanno dalla moda al food, dal tech al lusso fino alle Banca (Banca Intesa lo segue da ben prima che diventasse quello che è oggi), oltre ovviamente allo sport.

 

I numeri aiutano a capire la scala. Nel solo 2025 Sinner ha incassato circa 17 milioni di euro in premi, più oltre 3 milioni dal profit-sharing Atp. La parte più pesante, però, arriva fuori dal campo: le stime sugli sponsor oscillano tra i 20 e i 40 milioni annui. Il contratto con Nike, decennale, vale da solo 150 milioni complessivi (quindi 15 milioni annui). Attorno ruotano altri dodici marchi, da Rolex a Gucci, fino a partner italiani e globali passando per Lavazza, La Roche-Posay, Rolex, Explora, Fastweb, De Cecco, Enervit, Pigna, Panini e ora appunto Allianz, per un portafoglio di 13 brand che si sono legati a lui. Non solo sponsor, perché poi c’è anche il lato degli investimenti. Dal 2022, a Montecarlo, Sinner ha costruito una piccola galassia societaria. Al centro c’è la Foxera Holding, veicolo che si occupa di partecipazioni e investimenti immobiliari e finanziari. E già dal nome è evidente la strategia, con il richiamo alla volpe (“fox” in inglese) che è anche il logo creato da Sinner per il suo brand. A cascata sono nate Foxera Re Monaco e Foxera Fin, mentre in Italia opera la Foxera, una immobiliare che ha già investito oltre 6,5 milioni di euro in uffici di pregio a Milano, finanziati in parte con capitali provenienti dal Principato e in parte a debito.

 

L’ultimo tassello, la Wooly Lemon, è forse il più rivelatore: una società nata a fine 2024 e dedicata alla gestione dei diritti d’immagine, del marketing, del merchandising e delle licenze, con ambizioni che vanno oltre la carriera agonistica. Sostanzialmente, una cabina di regia per gestire tutto quello che Sinner fa fuori dal campo. E che vale sempre di più, man mano che crescono i successi.

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