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Nuova era, stessi dubbi: ma la Formula 1 promette di far divertire

Umberto Zapelloni

I tempi sono più alti e il confronto con il passato sarebbe impietoso, ma i primi test di Barcellona raccontano altro: monoposto più lente in curva, più veloci sul dritto e piloti che tornano a sorridere. In attesa dell’Australia, più che al cronometro conviene credere alle sensazioni

C’era il timore che le nuove monoposto di Formula 1 fossero poco da Formula 1. C’era la paura che le nuove regole avrebbero rallentato troppo i piloti. I primi test di Barcellona ci hanno raccontato che, nonostante i tempi ancora molto più alti dello scorso anno, queste monoposto abbiano il potenziale per far divertire i piloti e di conseguenza anche gli spettatori. Il miglior tempo della settimana, realizzato da Lewis Hamilton (1’16”653), è stato di quasi 5 secondi superiore alla pole ottenuta da Piastri a maggio dello scorso anno (1’11”546). Un paragone che sarebbe impietoso, ma va considerata la temperatura della pista, decisamente più fredda e il grado delle mescole Pirelli usate. Oltre al fatto che la ricerca del tempo ad effetto non era l’obiettivo dei test. Insomma, c’è un margine di miglioramento e per il momento più che al cronometro è meglio credere alle parole dei protagonisti. “E’ un passo indietro in termini di velocità in curva, ma per quanto riguarda l’accelerazione e la velocità sul dritto sembra più veloce rispetto allo scorso anno. Si arriva a 340/350 all’ora più rapidamente di quanto non facessimo nelle stagioni precedenti”, ha detto Lando Norris, l’ultimo campione del mondo, quello che comincerà la stagione (8 marzo in Australia) con il numero 1 sulla McLaren che per ora è tutta dipinta di nero. “Ho il privilegio di essere qui da 20 anni e di aver provato tante vetture diverse. Questo è certamente il cambiamento più grande che ho vissuto. Sarà una sfida enorme per tutti”, ha detto Lewis Hamilton, sorridente come non lo si vedeva da tempo, contento di aver finalmente pensionato le vetture ad effetto suolo con cui non è mai riuscito a esprimersi. “Ho delle sensazioni decisamente migliori di quelle avute all’inizio della scorsa stagione”, ha aggiunto dopo aver ottenuto il miglior tempo della settimana, aver messo il suo nome davanti a tutti nella prima settimana della nuova era della Formula 1. “Queste macchine sono completamente nuove ed è un bel passo avanti dalla scorsa stagione. Ogni volta che salgo in macchina ho sempre più confidenza  e giro dopo giro si impara qualcosa”, ha commentato Kimi Antonelli che ha con la Mercedes partirà tra i favoriti della stagione. Il team di Totò Wolff è quello che ha completato più giri di tutti (500) totalizzando più di 2300 chilometri dimostrando di aver già raggiunto un livello di affidabilità molto importante (in totale le vetture motorizzate Mercedes sono arrivate a 5271 chilometri). “La prima sensazione è che per i piloti sarà davvero sfidante gestire tutte queste novità, credo che su questo siamo tutti d’accordo. Vediamo se renderanno le cose più entusiasmanti”, ha aggiunto un Leclerc sorridente come il suo compagno di squadra.  

La Ferrari ha convinto perché nei tre giorni in pista ha potuto girare con regolarità (439 giri per oltre 2mila chilometri) senza guai. Era quello che la Scuderia si era posta come obiettivo per questo esordio stagionale. Poi, alla fine dell’ultimo giorno, Hamilton ha voluto montare le Pirelli più morbide ed è andato a prendersi il miglior tempo della settimana. Un acuto che allarga i sorrisi, ma obiettivamente significa poco perchè nessuno ha realmente cercato la prestazione. Sono insomma più importanti i dati raccolti in quei 2mila e rotti chilometri di quel tempo. E se solo una decina di giorni fa da Maranello c’era chi faceva filtrare voci di gravi ritardi, oggi non è più il caso di starlo a sentire. Se la Ferrari sarà davvero competitiva lo scopriremo in Australia e forse anche più in là, ma per ora possiamo dire che a Maranello hanno lavorato con puntualità. Cosa che non si può dire all’Aston Martin di Newey, arrivata in pista alla fine e in grado di completare solo 65 giri. Ha soluzioni interessanti che hanno attirato l’attenzione degli altri progettisti, ma ora comincerà una corsa contro il tempo in cui sono impegnate anche Audi, Cadillac e Williams le più indietro. Ha sorpreso per quantità anche la Red Bull di Max che per la prima volta monta un motore fatto in casa: 303 giri per oltre 1.400 chilometri (causa crash di Hadjar che ha fatto perdere mezza giornata) sono un bel biglietto da visita, soprattutto se pensiamo che alla vigilia Laurent Mekies, il team principal,  aveva detto: “Non so se riusciremo a uscire dai box”. Insomma anche Verstappen vuole dire la sua.

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