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Il foglio sportivo

“Siamo pronti ai Giochi, mancano solo tonnellate di dettagli”. Intervista a Giovanni Malagò

Umberto Zapelloni

A meno di una settimana dal via delle Olimpiadi invernali parla il presidente della Fondazione Milano-Cortina: “Lo ripeto, sarà l’Olimpiade più bella di sempre. Sarà un successo se tutti quelli che erano i sogni e i desideri si avvereranno”

"Dovunque ci sarà un meraviglioso delirio”. Per Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina, è appena cominciata la settimana più lunga della sua vita. Eppure di cose ne ha viste passare davanti ai suoi occhi: un’Olimpiade in casa è qualcosa che gli mancava e anche se avrebbe voluto viverla da un’altra poltrona, eccolo qui sul ponte di comando. Milano sembra ancora tiepida con i Giochi. Si scalderà?

“La febbre cresce giorno dopo giorno e anche velocemente. Milano è una città abituata agli eventi, basta pensare alla moda, al design, al calcio. Ha sicuramente un approccio culturale e filosofico diverso da posti che da anni aspettano l’Olimpiade”.

 

È un po’ come Parigi. I parigini sono scappati, ma poi si sono pentiti.

“Nei giorni scorsi ho parlato con il vicesindaco di Parigi e mi ha detto che sono clamorosamente felici della legacy che hanno lasciato i Giochi”.

 

A meno di una settimana dal via che cosa manca ancora?

“Tonnellate di dettagli considerando che molti impianti ci sono stati appena consegnati e il nostro mestiere comincia solo quando ci consegnano le chiavi perché la struttura è libera o, come a Santa Giulia, perché è stata terminata”.

 

C’è qualcosa che la preoccupa più di altre? 

“Sono uno che credo nel destino e convivo benissimo con il destino sapendo che è dietro l’angolo su ogni cosa”.

 

Qual è l’eredità più importante che Milano-Cortina deve lasciare allo sport italiano e ai territori?

“Allo sport lascia un’eredità materiale, con nuove infrastrutture che sono sotto gli occhi di tutti. Con Santa Giulia ci saranno opportunità che non erano contemplabili. Livigno diventerà la patria del mondo del freestyle e dello snowboard e la pista di Cortina diventerà un punto di riferimento non solo per il bob e non solo per la nostra Nazionale. Tutti gli impianti oggi sono stati adeguati ai parametri internazionali e per anni diventeranno un termine di paragone”.

 

E magari aumenteranno anche i praticanti di molti sport invernali?

“Se l’Italia andrà bene, e sono convinto che andrà bene, anche se nello sport ci saranno sempre delle variabili imponderabili come il meteo, spero in un effetto emulazione anche per contrastare il calo demografico. Possiamo diventare un paese con una maggiore cultura sportiva e sicuramente multidisciplinare”.

 

Anche i territori potranno beneficiarne nonostante certi ritardi?

“Ci sono lavori che magari non finiranno per i Giochi, ma che almeno sono cominciati. Penso ai collegamenti con la Valtellina e con Cortina. In molti mi hanno detto che aspettavano certi lavori e certi investimenti da 15 anni, qualcuno addirittura da 50 anni".

 

È sempre convinto che saranno le Olimpiadi invernali migliori di sempre?

“Sì, più che mai. Più che mai, perché le Olimpiadi del gigantismo non potranno più esistere e non solo per il discorso finanziario. Al mondo ci sono due città, Sapporo e Salt Lake City dove puoi avere le montagne e certi palazzi dello sport. Il futuro è delle Olimpiadi diffuse. Sono cinque edizioni che andiamo a fare i Giochi in posti senza neve. Oggi guardate le nostre montagne che spettacolo”.

 

Sarà davvero l’Olimpiade della sostenibilità?

“So benissimo che qualcuno può storcere il naso. Ma io credo che un paese che ha a cuore certi valori deve sperare di organizzare le Olimpiadi, estive o invernali che siano. Chi altri avrebbe potuto ospitarle con il 91 per cento degli impianti già esistenti? E non avremmo potuto fare così senza pensare a un’Olimpiade diffusa”.

 

Non saranno Giochi a costo zero però.

“Non ho nessun problema a parlarne. Io li vedo come investimenti. Penso che il ritorno di ogni euro investito in questa avventura produrrà un beneficio fra le 3 e le 5 volte superiore”.

 

C’è già chi parla di costi cresciuti esponenzialmente...

“Sfido chiunque abbia progettato di costruire una casa nel 2019 a ritrovarsi nel 2026 con gli stessi costi del preventivo iniziale”.

 

Il sindaco Sala ha detto che dopo il successo dell’Expo ha dovuto passare tre anni in tribunale a difendersi. Teme la stessa fine?

“Non ho proprio nulla da nascondere e onestamente non c’è nulla di cui mi debba pentire. Tutto è stato fatto alla luce del sole, anche il riscontro dei costi addizionali”.

 

Come cambia seguire i Giochi da presidente del Coni a presidente della Fondazione? 

“È inutile che ci giriamo attorno, queste Olimpiadi arrivano pochi mesi dopo i miei 12 anni alla presidenza del Coni, quindi sollevo il mio amico Luciano Buonfiglio da qualsiasi responsabilità. Quelle sono mie, di Roda e di Gios, i presidenti di sci e ghiaccio. Io comunque continuerò come prima a girare come un matto per vedere i nostri atleti”.

 

La medaglia che sogna di più? Vietato dire Brignone e Goggia a pari merito...

“Allora dico due ori per Brignone e Goggia, nella discesa e nel SuperG. La libera femminile di Cortina e la finale dell’hockey sono i due eventi clou”.

 

A proposito di Coni, come è cambiato il presidente è risbocciato l’amore della politica.

“Sono contento se il Coni e il governo vanno d’accordo. Io ho sempre avuto la schiena dritta con ogni governo. E ho sempre detto di essere felice se la politica si occupa di sport, non se lo occupa”. 

 

Buonfiglio è stato la scelta giusta.

“Mi sono sempre espresso in quel senso, lo sapevo che era l’uomo giusto”.

 

Come mai si è astenuto per la votazione di Manuela Di Centa come presidente dei Giochi giovanili del 2028 in Valtellina?

“Non era un voto contro Manuela, ma contro lo Statuto che reputo sbagliato”.

 

Milano-Cortina è il suo ultimo regalo allo sport italiano, oppure come membro del Cio continuerà a occuparsene?

“Vi do la mia parola d’onore che non so quello che farò a parte una bella vacanza davanti al mare”.

 

Milano-Cortina sarà un successo se…

“Se tutti quelli che erano i sogni e i desideri si avvereranno”. 

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