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Il foglio sportivo

Quanto piace l'Australia. Ecco come The other Slam è diventato The happy Slam

Giorgia Mecca

Un tempo i tennisti lo giocavano malvolentieri e spesso lo saltavano proprio. Poi all’aumento del montepremi è seguito l’aumento del prestigio e Roger Federer ha contribuito a cambiare la percezione, Alla fine Sinner nel 2024 ha completato l’opera sdraiandosi sul cemento dopo la vittoria

È come il primo giorno di scuola. Tutto perdonato, non c’è ruggine. È estate, siamo belli, freschi, abbronzati. Tutto è ancora possibile, la lista dei buoni propositi non ancora stracciata, il Grande Slam intatto. Gli Australian Open arrivano quando l’Europa affronta i giorni più freddi dell’anno. I giocatori hanno da poco finito lo loro vacanze alle Maldive, dai reel e dai TikTok che postano i diretti interessati e le persone nelle immediate vicinanze sembrano tutti felici e in effetti lo sono. La sensazione è amplificata dal dry january dell’emisfero boreale, il nostro gennaio astemio, ghiacciato e di sveglie all’alba. Ma la verità è che down under ci si diverte. È stato Roger Federer il primo a chiamarlo Happy Slam, motivando il soprannome come farebbe uno studente del liceo, è bello ritrovare i propri compagni dopo così mesi lontano, è bello sapere come sono andate le vacanze. Due settimane dopo l’effetto, come l’abbronzatura, sarà svanito, ma intanto è bello esserci di nuovo.

 

Non è un caso che lo svizzero abbia scelto per ritornare in campo in esibizione proprio Melbourne, l’ultimo posto in cui è stato Re. Come nel 2018, e prima ancora nel 2017 nella finale contro Rafa Nadal, la Rod Laver Arena era sold out, un rovescio a una mano d’altri tempi, Novak Djokovic che sbirciava il suo ex avversario, più che nostalgia riconoscenza. Non la vecchia Europa in pompa magna con i suoi rituali e una tradizione intoccabile, ma un party sotto il sole.

 

Oggi, per attirare la nostra attenzione ogni cosa deve trasformarsi in un evento, ma ci sono appuntamenti riusciti e occasioni sprecate (come la Battaglia dei sessi tra Aryna Sabalenka e Nick Kyrgios che si è giocata lo scorso dicembre a Dubai). L’altro party australiano oltre al vincente lungolinea dell’ex numero uno al mondo è stato la seconda edizione del One Point Slam, un punto da giocare per un milione di dollari, il campione è stato un amatore locale, Jordan Smith, che, dopo un attento consulto contro Carlos Alcaraz che gli ha rivelato cosa bisogna fare per sconfiggere Jannik Sinner ovvero pregare, ha effettivamente battuto l’italiano. L’atmosfera non era ancora quella del coltello tra i denti, il mood era più da gita scolastica e allora eccoli Coco Gauff, Amanda Anisimova, Daniil Medvedev, Sinner e Alcaraz, Iga Swiatek, finalmente ventenni durante l’Opening Week del primo Slam della stagione. Impensabile altrove e in un altro periodo dell’anno. Un tempo quello australiano era consideratoThe other Slam, i tennisti lo giocavano malvolentieri e spesso lo saltavano proprio, Adriano Panatta è andato a Melbourne una volta sola, a inizio carriera, John McEnroe cinque. L’Australia era lontana non soltanto dal punto di vista geografico, ma soprattutto nell’immaginario. Follow the money ma non solo, all’aumento del montepremi è seguito l’aumento del prestigio, delle facilities. Roger Federer, sempre lui, ha contribuito a cambiare la percezione di certe domeniche di fine gennaio, Jannik Sinner nel 2024 ha completato l’opera sdraiandosi sul cemento dopo aver vinto il primo titolo Slam della sua carriera. Lo Slam più felice che ci sia, ma poi in campo bisogna scendere.

 

Per tornare ai compiti in classe, Melbourne, come Parigi, Londra e New York, cerca la Finale: Sinner a caccia del tris contro Alcaraz che cerca un nuovo tatuaggio down under e la vittoria del suo primo Australian Open (torneo dove non è mai riuscito ad arrivare oltre i quarti di finale). A 22 anni ha appena conquistato la sua centesima vittoria a livello major e, di verde vestito con un servizio nuovo di zecca e un box con un posto in meno, cerca il Career Grand Slam, ovvero la vittoria di tutti e 4 i major. Non si sono mai affrontati, il numero uno e il numero due del mondo, quando in Italia è domenica mattina, tutti i pronostici conducono a quell’epilogo, l’happy end nell’happy Slam.

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