guanti sporchi #21
L'atto di pirateria di Edoardo Corvi
Le uscite sono invasioni di spazi altrui, una pratica imperfetta con troppi rischi e troppe variabili da tenere in conto. Il portiere del Parma però i conti li ha fatti benissimo
L'uscita è un atto di pirateria, un'invasione di spazi altrui, soprattutto dimostrazione di una cieca fiducia in se stessi e di un ostinato ottimismo. In pratica una sconsideratezza.
In un libretto che spiegava ai giovani il gioco del pallone, uscito in allegato al quotidiano Moskovskaya pravda, Lev Yashin, probabilmente il più forte portiere di ogni tempo, consigliava questo ai giovani compagni che volevano diventare portieri: "... e per quanto riguarda il lasciare i pali per avventurarvi verso il limitar dell'area di rigore per contrastare l'attaccante, fatelo solo quando non ci sono vostri compagni che possono farlo per voi. Voi siete i difensori della porta ed è sempre meglio non mettere troppa distanza tra la vostra schiena e la linea di rete. Un buon portiere deve possedere lealtà alla porta, fiducia nei compagni e percezione di ciò che è troppo rischioso". Non sempre Lev Yashin rispettò ciò che lui stesso, o chi per lui, scrisse. Era portiere capaci di uscite prodigiose il Ragno nero.
La regola di Lev Yashin non l'ha seguita nemmeno Edoardo Corvi. Nonostante davanti a lui, e a pochi centimetri dall'attaccante del Genoa Lorenzo Colombo, ci fossero due compagni, il portiere del Parma ha preferito l'azione all'attesa.
Era il sedicesimo minuto di Parma-Genoa, il risultato era di 0-0 e i difensori del Parma aveva fatto distrattamente il loro lavoro. L'attaccante del Genoa verso il limite dell'area di rigore pronto a calciare, quando il portiere dei Ducali iniziò a saltellare e poi a correre verso di lui lasciando alle sue spalle i pali della porta sguarniti e andando veloce verso il rischio di dover raccogliere il pallone dal fondo della rete. C'erano un sacco di altre opzioni tra le quali poteva scegliere il numero 40 del Parma, la scelta ricadde su quella più rischiosa, l'uscita disperata. Perché, oltre la cieca fiducia e l'ostinato ottimismo, un'uscita nasce anche da un'ipotesi di disperazione.
Tre passi, uno più veloce dell'altro.
Il piede destro di Lorenzo Colombo tocca il pallone con violenza.
Quarto passo, il balzo. Edoardo Corvi si allunga verso il pallone che ha appena preso velocità ma che si smorza, cambia direzione, lascia la via del gol per imboccare quella del fondo perché le mani dell'estremo difensore del Parma erano già lì, pronte a essere muro.
L'uscita è pratica imperfetta, sicuramente sempre perfettibile, perché troppe sono le variabili da considerare per poter dare risultati esatti. Edoardo Corvi si è preso tutte le variabili in mano e le ha cacciate nel bidone.
Le tre migliori parate della ventunesima giornata di Serie A
1. Edoardo Corvi al 16esimo minuto di Parma-Genoa 0-0 – 5 punti
2. ex aequo Wladimiro Falcone al 56esimo minuto di Milan-Lecce 1-0 – 3 punti
2. ex aequo Marco Carnesecchi al 51esimo minuto di Pisa-Atalanta 1-1 – 3 punti
3. Vanja Milinković-Savić al 63esimo minuto di Napoli-Sassuolo 1-0 – 1 punto
La classifica dopo 21 giornate
1. Mike Maignan (Milan), 24 punti;
2. David De Gea (Fiorentina), 21 punti
3. Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;
4. Michele Di Gregorio (Juventus), 19 punti;
5. Edoardo Corvi (Parma), 17 punti
6. Ivan Provedel (Lazio) e Elia Caprile (Cagliari), 15 punti;
8. Wladimiro Falcone (Lecce), 14 punti;
9. Mile Svilar (Roma), 11 punti;
10. Marco Carnesecchi (Atalanta), 10 punti;
11. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;
12. Emil Audero (Cremonese), 8 punti;
13. Federico Ravaglia (Bologna), 7 punti;
14. Jean Butez (Como), 5 punti;
15. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;
17. Yann Sommer (Inter) e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;
19. Maduka Okoye (Udinese), 2 punti;
20. Franco Israel (Torino), Vanja Milinković-Savić (Napoli) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.
Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.
chiave di A - come suona il campionato