L'attaccante della Roma Donyell Malen (foto LaPresse)

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Donyell Malen voleva solo fare il centravanti

Giovanni Battistuzzi

L'olandese voleva giocare nel ruolo dei suoi idoli, Berkamp e Henry, ma a lungo gli hanno fatto fare l'ala. Il nuovo attaccante della Roma ha segnato al debutto in campionato

Da piccolo Donyell Malen voleva fare il centravanti e segnare un gol dietro l'altro. Però era piccolo, veloce, dribblava tutti e, soprattutto, passava il pallone, cosa rara quando sei piccolo e dribbli tutti. E così lo misero a fare l'ala sinistra. Un po' perché non c'era nessun mancino tra i bimbi del VV Succes a Wieringen, un po' perché a destra c'era un altro bambino che era figlio dei dirigenti e sognava di fare l'ala destra dell'Olanda, come il suo idolo, Marc Overmars. Donyell Malen invece aveva altri idoli, Dennis Berkamp e Thierry Henry, per questo voleva fare l'attaccante.

Del primo amava l'eleganza e la capacità di non dover nemmeno vedere cosa gli accadeva attorno per riuscire a capire dov'erano e cosa stavano facendo i compagni. Del secondo apprezzava il giocare a calcio a mille all'ora.

Donyell Malen inizierà a fare l'attaccante proprio per volere di uno dei suoi idoli. Fu Dennis Berkamp a spostarlo come attaccante centrale nell'Under 13 dell'Ajax, la squadra che lo aveva prelevato dal VV Succes quando aveva otto anni. Sotto la guida dell'ex attaccante della nazionale olandese, Donyell Malen segnò tantissimo. Poi però tornò a fare l'ala sinistra per il semplice motivo che gli altri erano cresciuti in altezza e in forza, mentre lui no e, dicevano all'Ajax, se uno fa l'attaccante deve avere pure la stazza da attaccante. Lui non ce l'aveva.

All'Ajax rimase otto anni, poi arrivò l'Arsenal, gli propose di giocare in Inghilterra e Donyell Malen non se la sentì di rifiutare di giocare con addosso la maglia che fu di Dennis Berkamp e Thierry Henry. Furono due anni agrodolci. Giocò abbastanza, iniziò come ala sinistra, poi si spostò a destra, ritornò a sinistra, fece pure il trequartista centrale. Quelle rare volte che giocò centravanti segnò sempre. Nessuno però lo prese davvero in considerazione. Valutarono che uno che superava di poco il metro e settanta non poteva giocare al centro dell'attacco. Anche perché quando aveva la palla tra i piedi, Donyell Malen era uno spettacolo da vedere, ma quando c'era da colpire di testa non ne prendeva una. Fu per questo che iniziò ad allenarsi in modo ossessivo sui colpi di testa. E continuò a farlo anche dopo essere andato via dall'Arsenal per tornare nei Paesi Bassi a giocare con la maglia del Psv. Voleva dimostrare di essere un centravanti. Lo misero ancora a giocare sulle fasce.

Almeno sino all'aprile del 2019, quando Marc van Bommel decise di voler sperimentare nuove strade calcistiche e, ormai perso il campionato, passò al 4-4-2 invece del consolidato 4-2-3-1. Donyell Malen seconda punta alla maniera di Dennis Berkamp e Thierry Henry. Giocò tre partite splendide, segnò due gol e concesse un assist. Il Psv scoprì di avere in squadra l'attaccante che aveva cercato infruttuosamente per un anno nel calciomercato.

Certo, Donyell Malen l'attaccante lo faceva a suo modo. Correva di qua e di là, lasciava l'area di rigore per perlustrare altri mondi, ogni tanto si riappropriava della fascia dalla quale a lungo aveva cercato di fuggire. Però quando c'era bisogno si faceva trovare al posto giusto. E ogni tanto segnava pure di testa.

Vedendolo giocare agli Europei del 2021 da centravanti della Nazionale olandese, Gian Piero Gasperini disse all'allora responsabile dell'Area tecnica dell'Atlanta, Giovanni Sartori, che quell'olandese gli piaceva, che sembrava fatto per giocare con l'Atalanta. Per quel giocatore però il Borussia Dortmund aveva già scucito 30 milioni di euro.

Cinque anni e mezzo dopo, Gian Piero Gasperini ha potuto schierare Donyell Malen al centro dell'attacco della Roma. L'olandese ha segnato subito.

     

Il gol di Donyell Malen contro il Torino al debutto in Serie A (foto LaPresse)

   


  

Anche quest'anno c'è Olive, la rubrica di Giovanni Battistuzzi sui (non per forza) protagonisti della Serie A. Piccoli ritratti, non denocciolati, da leggere all'aperitivo. Qui potete leggere tutti gli altri ritratti.