LaPresse

Il foglio sportivo

Sinner-Alacaraz, ancora loro

Giorgia Mecca

Cinquanta giorni dopo l’ultima sfida il tennis riparte da Sincaraz. In Corea del Sud il numero uno e il numero due del mondo sono stati accolti come due rock star, perché questo sono, anche lontano dalle capitali del tennis

Darren Cahill e il dono della sintesi. Alla domanda sui match tra Sinner e Alcaraz, lo scorso novembre, subito dopo la finale delle Atp Finals, l’australiano aveva risposto con una onomatopea: “Bang, bang, bang”. E poi, per spiegarsi meglio: “Quei due non ti danno il tempo di respirare”. Eccolo, spiegato bene, il tennis all’epoca di Sinner e Alcaraz quando non sei né Sinner né Alcaraz. Comincia oggi, dal supermatch di esibizione organizzato da Hyundai Card, la stagione 2026 per il numero uno e il numero due del mondo, che in Corea del Sud sono stati accolti come due rock star, perché questo sono, anche lontano dalle capitali del tennis.

 

La destinazione finale è Melbourne, il primo torneo della stagione per entrambi. L’azzurro cerca il terzo titolo consecutivo, il numero uno al mondo, ritornato al suo colore di capelli originale e che in Australia non è mai andato oltre i quarti di finale, ha dichiarato alla fine del 2025 che l’Happy Slam, l’unica coppa che ancora manca nel soggiorno della casa dei suoi genitori a Murcia, è il vero obiettivo della stagione, quello per cui sacrificherebbe tutto il resto dell’anno. Certo è che la faccenda si è complicata in casa, dopo la separazione dolorosa e poco consensuale con Juan Carlos Ferrero, il coach che lo ha preso bambino e lo ha trasformato nel più giovane numero uno al mondo, a 19 anni e 4 mesi (nel 2022). Il suo posto non è stato ancora rimpiazzato. In casa Sinner, al contrario, la novità è che non ci sono state novità. Darren Cahill a fine 2025 aveva annunciato: “Se Jannik vuole che io rimanga, io rimango”. È rimasto.

 

Cinquanta giorni dopo l’ultimo match, il tennis riparte da loro due, mentre il resto del circuito, in debito di ossigeno, ha usato l’off season per riprendere fiato. Il 2025 è finito con una immagine: uno scambio lungo e furioso, Sincaraz in purezza, entrambi danno tutto ciò che hanno, l’ultimo colpo, vincente, è di Sinner, Alcaraz sorride, si avvicina al box dell’avversario e dice in italiano: “Mamma mia”. Qualche giorno prima i due si erano incrociati nei corridoi dell’Inalpi Arena di Torino, uno era appena stato festeggiato come numero uno di fine stagione, l’altro stava per scendere in campo, breve incrocio di sguardi, un cinque accennato, poi uno da una parte, l’altro dall’altra: “Sono felice per Alcaraz. Certo, direi una bugia se dicessi che sono super felice. Ma se deve essere un altro il numero uno del mondo, sceglierei sempre lui”, queste le parole di Sinner in proposito.

 

Si riparte da loro (gli Australian Open cominceranno il 18 gennaio), dagli highlights e dai mamma mia, i selfie che si fanno quando si ricordano e quando permettono loro di ricordarsi di avere poco più che vent’anni, da questa rivalità che sta educando i nuovi tifosi. Il rosso e il nero, non c’è evoluzione nel gioco di uno che non abbia l’altro come punto di riferimento, ed è forse a questo che servono gli avversari.

 

Mamma mia. Here we go again.

Di più su questi argomenti: