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Il foglio sportivo

Cortina è pronta, ma bisogna arrivarci

Francesco Gottardi

Gli impianti sono praticamente a posto, ma la viabilità resta un punto di domanda: “Sul versante sportivo siamo sostanzialmente in tempo, mentre per gli interventi stradali di Longarone e Cortina alcune parti restano da finanziare”, spiegava qualche settimana fa Elisa De Berti, la storica vice di Zaia in regione Veneto

Alla fine, se non altro, in questi giorni è arrivata una candida spruzzata di neve. Ci voleva, almeno per l’atmosfera: a Cortina era da tempo che non ci si ricordava di un Capodanno così visivamente spento, a secco, così spoglio dei colori dell’inverno in uno dei suoi luoghi-simbolo. E ora che mancano meno di trenta giorni ai Giochi, sembra che pure il cielo si stia dando da fare per mettersi in pari con la tabella di marcia: tra impiantistica e snodi di trasporto, a terra le opere da completare restano tante. E alcune di queste resteranno tali, anche dopo le due settimane di adrenalina olimpica che dal 6 al 22 febbraio conquisteranno il nordest.

 

In quest’articolo restiamo nell’Ampezzano, e in tutte le criticità che si presentano per raggiungerlo e farsi un’idea di quel che verrà. Non è semplice sin dall’inizio: già durante le vacanze di Natale, la storica strada statale 51 di Alemagna – che dalla provincia di Treviso arriva quasi fino al confine austriaco – era imbottita di automobili e gli attuali lavori in corso non hanno aiutato. È stato tagliato il nastro della variante Lotto 0 di Cortina, operativa a partire dal 23 dicembre. Risultano invece ancora inagibili le due nuove gallerie a Tai e Valle di Cadore: dovrebbero aprire sul gong, il 26 gennaio. Più complicata la situazione attorno alla variante stradale di San Vito, l’ultimo paese prima di Cortina arrivando da sud. Entro un mese aumenteranno i percorsi a disposizione sulla rete viaria, ma il problema è che aumenterà anche il traffico. E forse più che proporzionalmente. Una questione annosa, che va oltre l’appuntamento olimpico anche in termini di agenda: molte delle cosiddette opere di legacy – cioè le grandi infrastrutture che resteranno in eredità al territorio – è previsto che verranno ultimate nei prossimi cinque-sei anni. E in certi casi devono ancora cominciare: “Sul versante sportivo siamo sostanzialmente in tempo, mentre per gli interventi stradali di Longarone e Cortina alcune parti restano da finanziare”, spiegava qualche settimana fa Elisa De Berti, la storica vice di Zaia in regione Veneto.

 

Come si presenta invece la città di Cortina? In grande fermento e con tutte le intenzioni di arrivare pronta agli occhi del mondo. Si sta completando la riqualificazione strutturale dell’ex stazione ferroviaria, mentre verrà potenziata anche l’autostazione in vista del massiccio afflusso di mezzi pubblici: tra Flixbus, Dolimitibus e Cortina Express sarà garantito un autobus ogni trenta minuti per tutta la finestra a cinque cerchi – raddoppierà la frequenza anche sulla tratta ferroviaria Venezia-Belluno. Tra le vie del centro si torna a respirare un po’ di calma, prima del ciclone mediatico e di pubblico che travolgerà la vallata fra poche settimane. Spiccano le gru, procedono i cantieri: nella maggior parte delle siti ormai per interventi minori. E non si vuole lasciare nulla al caso. È di questa settimana l’ordinanza del sindaco Gianluca Lorenzi (lista civica) per vietare i fuochi nei locali notturni: “Una misura necessaria e urgente”, alla luce della tragedia di Crans-Montana. E fra discoteche, baite in legno e luoghi iconici dell’après-ski – tra vanziniana memoria e rinnovata spinta per il turismo olimpico: dallo Chalet Tofane al Rifugio Faloria – questo era un rischio da evitare sotto ogni punto di vista. Dalla sicurezza all’immagine. Anche perché pernottare nella Perla delle Dolomiti, nel periodo più ambito, costerà almeno 1500 euro a notte.

 

Luci e ombre invece sul fronte degli impianti sportivi. Pochi dubbi per le opere considerate essenziali per la riuscita dei Giochi: ironia della sorte, è già pronta e testata con successo la tanto controversa pista da bob che il Veneto si era incaponito per non delocalizzare altrove – a questo punto a ragione. Come racconta il quotidiano locale “Il NordEst”, lo Sliding centre di Cortina, che ospiterà anche le gare di skeleton e slittino, è alle prese con le ultime finiture esterne e l’installazione delle tribune: inezie, insomma, mentre nella seconda metà di gennaio il circuito verrà “assaggiato” in anteprima dagli atleti del Team Italia. Tutto secondo copione per quanto riguarda le main venue: villaggio olimpico, paralimpico e spazi urbani per i tifosi. A buon punto anche lo Stadio del Ghiaccio: mancano soltanto gli arredamenti e le decorazioni a tema. L’ultima novità, dal valore soprattutto di prestigio, è la fine dei lavori di ristrutturazione del Trampolino Italia: il simbolo della VII edizione dei Giochi, che Cortina ospitò nel 1956, pronto a diventare un monumento vivo alla memoria. Persiste però anche qualche nota dolente. Continua a essere in ritardo il progetto per la cabinovia Apollonio-Socrapes, particolarmente discusso a causa del terreno geologicamente instabile su cui dovrebbe sorgere. Mentre il commissario straordinario per le Paralimpiadi – che si svolgeranno un mese più tardi – ha dichiarato di essere ancora in attesa dei fondi governativi funzionali alla manifestazione, oltre a esprimere preoccupazione per le dilazioni diffuse fra trasporti e servizi. In termini di accessibilità, un aspetto ancora più problematico.

 

Se in fin dei conti Cortina sembra in grado di reggere l’urto multiplo – ambientale, demografico e organizzativo –, il principale punto di domanda resta dunque sul piano logistico. Qui non siamo a Milano, metropoli moderna e iperconnessa: eppure l’impegno olimpico richiede ai veneti e agli ampezzani di non essere da meno. Della realizzazione delle opere si occupa Simico, l’azienda pubblica fondata da due ministeri – Finanze e Trasporti – e dagli enti pubblici coinvolti tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige: gestisce complessivamente 98 cantieri, quasi equamente distribuiti fra impianti sportivi e infrastrutture di trasporto, per un valore economico complessivo da 3,4 miliardi di euro. Da qui passano pregi e difetti dell’intera rassegna invernale, con risultati talvolta misurabili soltanto a distanza di anni. Stando all’areogramma consultabile sulla pagina web di Simico, a oggi 16 opere risultano concluse, 51 in esecuzione, 28 in progettazione e 3 ancora in fase di gara. Ecco: c’è soltanto da augurarsi – ed è probabile, battute a parte – che il ritardo più grave riguardi l’aggiornamento del sito. Più che della tenuta di Cortina, ne andrebbe della credibilità dell’Italia.

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