guanti sporchi #19

Edoardo Corvi e il pallone misterioso

Quando c'è troppa gente davanti, un portiere si deve arrangiare come può: deve diminuire al minimo il tempo di reazione e adeguarsi allo stato continuo di semi-emergenza. Tipo il portiere del Parma contro l'Inter

Giovanni Battistuzzi

Più fastidiosa della nebbia che tutto confonde c'è la gente. Il portiere è un'anima solitaria che predilige gli affacci sgombri. Tipo Caspar David Friedrich. A differenza del pittore tedesco però ai portieri tocca muoversi e agire (quasi sempre) in emergenza e non solo stare a guardare e dipingere. Non sempre un portiere ha il privilegio di avere campo libero davanti. Anzi, quasi mai. Si deve arrangiare, deve diminuire al minimo il tempo di reazione e adeguarsi allo stato continuo di semi-emergenza. A volte va bene che la traiettoria del tiro porta il pallone fuori dalla porta. Altre volte va bene che la palla sbuca vicino alle braccia. Altre volte però quella fa come vuole e cerca di infilarsi verso i pali o sotto la traversa. E quando va così sono problemi.

E problemi seri. Tipo a San Siro, mercoledì sera, quando al 13esimo minuto di Parma-Inter, il pallone calciato dal difensore dell'Inter Yann Aurel Bisseck aveva preso la via della porta, una via bella alta, abbastanza angolata, praticamente sotto la traversa. I nerazzurri avevano preparato al meglio il tiro del difensore tedesco, davanti a Edoardo Corvi c'era un bel po' di gente, troppa per i gusti di qualsiasi portiere. Gambe e busti che rendevano ciò che stava accadendo misterioso tanto quanto la passione dei milanesi per l'apericena. Yann Aurel Bisseck ha tirato. Edoardo Corvi ha immaginato il tiro. Il pallone l'ha visto quando era già in movimento. Non si è dato per vinto, si è staccato da terra e ha rovinato la festa interista. 

       

Le tre migliori parate della diciannovesima giornata di Serie A

1. Edoardo Corvi al 13esimo minuto di Parma-Inter 0-2 – 5 punti     

2. ex aequo Nicola Leali all'86esimo minuto di Milan-Genoa 1-1 – 3 punti

    

   

2. ex aequo David De Gea al 72esimo minuto di Lazio-Fiorentina 2-2 – 3 punti

   

   

3. Emil Audero al 43esimo minuto di Cremonese-Cagliari 2-2 – 1 punti

   

       

       

La classifica dopo 19 giornate

1. Mike Maignan (Milan), 24 punti;

2. David De Gea (Fiorentina), 21 punti

3. Arijanet Murić (Sassuolo), 20 punti;

4. Michele Di Gregorio (Juventus), 16 punti;

5. Ivan Provedel (Lazio) e Elia Caprile (Cagliari), 15 punti;

7. Edoardo Corvi (Parma), 12 punti.

8. Wladimiro Falcone (Lecce) e Mile Svilar (Roma), 11 punti;

10. Nicola Leali (Genoa), 9 punti;

11. Emil Audero (Cremonese), 8 punti;

12. Federico Ravaglia (Bologna), 7 punti;

13. Marco Carnesecchi (Atalanta), 6 punti;

14. Alberto Paleari (Torino) e Adrian Šemper (Pisa), 4 punti;

16. Yann Sommer e Zion Suzuki (Parma), 3 punti;

18. Maduka Okoye (Udinese), 2 punti;

19. Franco Israel (Torino) e Lorenzo Montipò (Hellas Verona), 1 punto.

     


          

Quello che avete letto è Guanti sporchi, un divertissement calcistico-narrativo sui numeri uno della Serie A e sulla parata che in qualche modo ha reso migliore, almeno dal punto di vista di quella minoranza che si veste diversamente dagli altri in campo, il fine settimana calcistico. Tutti gli episodi precedenti li trovate qui.

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