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Anche il Regno delle Due Sicilie ha la sua Nazionale di calcio

Giuseppe Granieri

"Il sogno nel cassetto è partecipare alle Olimpiadi come selezione calcistica in rappresentanza delle popolazioni del Sud Italia”, parla il presidente e ceo della Nazionale di calcio del Regno delle Due Sicilie Massimo Amitrano

Noi diamo voce a chi non ne ha: siamo la vetrina adatta per quei talenti calcistici che non riescono a emergere nei canali ufficiali”. A parlare è Massimo Amitrano, ex arbitro di calcio e presidente e ceo della Nazionale di calcio del Regno delle Due Sicilie. Che cos’è e cosa rappresenta questa Nazionale? “È una delle tre etnie più importanti e numerose in Europa: questa selezione rappresenta, attraverso calciatori e cultura sociale del Sud Italia, l’antica storia del Regno delle Due Sicilie, durato 350 anni sotto i Borbone”. Da chi è costituita questa rappresentativa? “La Nazionale mette insieme calciatori provenienti dalle sette regioni del Sud Italia”.  

Fate parte della Fifa? “No, noi siamo in Conifa (Confederation of Independent Football Associations, ndr), una federazione internazionale di calcio, fondata nel 2013, alla quale sono affiliate squadre che rappresentano nazioni, stati senza un riconoscimento internazionale, minoranze etniche, popoli senza stato, regioni e micro nazioni”. Di che numeri stiamo parlando? “Conifa rappresenta 900 milioni di persone, dislocate nei 6 continenti”. Facciamo un passo indietro e raccontiamo questa storia dall’inizio. “Il progetto della Nazionale di calcio del Regno delle Due Sicilie è partito ufficialmente nel 2021, ma l’idea è del 2015. Come arbitro di calcio, mi trovavo ad Agropoli a un torneo giovanile e lì conosco la realtà e il movimento Conifa attraverso le parole di Alberto Rischio (attualmente Presidente del Comitato europeo e di Padania calcio Football Club, ndr). Lui mi ha portato all’attenzione di questo progetto mondiale e da lì è nata l’idea di creare questa selezione calcistica nel solco di quello che stava accadendo con le rappresentative di Tibet, Catalogna, Principato di Monaco, Lapponia e Cornovaglia”.  

E poi, cosa succede? “Nel 2018, Conifa organizza il Mondiale di calcio e io vi partecipo come arbitro in rappresentanza italiana. Mi sono relazionato con loro e ho capito l’importanza di creare una selezione che portasse avanti i valori del Sud Italia, ed è così che è nata la squadra di calcio del Regno delle Due Sicilie”. Che obiettivi avete raggiunto? “Dal 2021 a oggi, dopo 36 partite disputate, siamo primi nel Ranking europeo Conifa”. Ci sono ex calciatori famosi che ne fanno parte? 
“Sì, tra gli altri cito Emanuele Calaiò, Fabiano Santacroce, Gennaro Scarlato e Salvatore Aronica”. Il vostro è un business? “No, chi prende parte ai nostri progetti lo fa per beneficienza. Attraverso i nostri impegni sportivi, raccogliamo fondi e sosteniamo varie battaglie come la violenza contro le donne, autismo, Lilt e disabilità varie”. Come vi sostenete? “Siamo un’associazione sportiva dilettantistica con relativi soci. All’inizio, abbiamo avuto un importante contratto di sponsorizzazione tecnica attraverso Givova. In più, abbiamo soci sostenitori e sponsor che sostengono il progetto”. Quale sarà il vostro futuro? “Andremo avanti in Conifa che è una realtà mondiale in forte espansione. Il nostro obiettivo è quello di diventare una delle selezioni più rappresentative del mondo, mentre il sogno nel cassetto è partecipare alle Olimpiadi come selezione calcistica in rappresentanza delle popolazioni del Sud Italia”.

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