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Il foglio sportivo - IL RITRATTO DI BONANZA
Yildiz, il fuciliere della notte
Senza di lui la Juventus è solo una buona squadra, ma con lui si trasforma in grande. Avere un giocatore che cambia il copione di una serata, saltando gli avversari come se fossero dettagli, significa risolversi anche quando tutto non gira per il verso giusto
"Yildiz è una fucilata nella notte”. Mai sentito Spalletti adoperare un’immagine più efficace per descrivere un suo giocatore, il più talentuoso. Nel gelo di Bodø, il turco è entrato e fatto, da solo, la differenza. Questo è il calcio, signori, e tutto il resto è solo un piacevole accompagnamento. Ecco perché sorrido quando ci si perde in chiacchiere sui moduli, sugli schemi (che non esistono, se non in rari casi), sui sistemi di gioco. Il calcio è fatto di atteggiamenti, di carattere, di principi di gioco (quelli sì), più o meno offensivi. Poi, per vincere, serve la “fucilata nella notte”, quella che a detta dello stesso Spalletti, smantella ogni ipotesi.
Yildiz ha fatto il suo ingresso in campo all’inizio del secondo tempo. Guardando la Juventus arrancare nel freddo, sbuffando nebbia dalle bocche, mi chiedevo da casa come mai sedesse in panchina il suo giocatore migliore. Il turco, inquadrato un paio di volte dalla regia, non dava segni di impazienza. Yildiz è un ragazzo educato, molto cauto, rispettoso delle decisioni altrui. Non scalpita, partecipa da protagonista alla partita anche quando ne è escluso. Un modello di comportamento il suo. Dopodiché, in campo, ha bisogno di trovare la giusta sintonia con il gioco. A Firenze, ad esempio, non era successo. Yildiz si era mosso in distonia con il gruppo, cercando giocate senza un faro. Che cos’è il faro? È quella luce che illumina i più forti e li guida verso soluzioni che gli altri non posseggono, perché il faro lo vede solo lui. E non a caso, senza l’apporto efficace del suo numero 10, la Juventus è uscita dal Franchi senza nemmeno la convinzione di aver giocato. Punteggio 1-1, ha detto il tabellino, ma quale Juve è stata? Nel piccolo stadio di Bodø, dove si può guardare la partita anche dal tinello di casa, in mezzo a qualche fiocco di neve e una palla gialla che rotolava più veloce per effetto del terreno sintetico, Yildiz è entrato e ha seminato vento, raccogliendo la tempesta che serviva alla squadra per ribaltare il punteggio.
Eccola la Juve, quella che vorresti sempre vedere. Senza Yildiz è solo una buona squadra, ma con Yildiz si trasforma in grande. Avere un giocatore che cambia il copione di una serata, saltando gli avversari come se fossero dettagli, significa risolversi anche quando tutto non gira per il verso giusto. L’Inter, ad esempio, un giocatore così non ce l’ha e per questo perde partite che avrebbe anche meritato di vincere. La “fucilata nella notte”, non è letteratura, anche se le assomiglia, ma calcio nella sua essenza. Il bandolo della partita, la soluzione del caso, con l’arma fumante ancora in braccio all’assassino.
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