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il foglio sportivo - that win the best
Come si fa a godere per aver battuto Qarabag e Bodø?
Quante chiacchiere inutili sul ranking Uefa, tanto alla fine la Champions la vincerà un’inglese
La disperazione è una brutta bestia, e capisco sia dura per voi trovare qualcosa su cui scrivere e parlare con soddisfazione che non sia il tennis: archiviata la stagione delle racchette per un po’, le redazioni dei giornali sportivi sono andate nel panico. L’ultima notizia che si ha di Sinner è sul volo per le Maldive – anche lì ha bullizzato il povero Zverev – e non potendo permettersi inviati in mezzo all’Oceano Indiano le grandi testate sperano in qualche story su Instagram.
Dopo tutto, a Finals finite si era già raschiato il fondo del cesto delle palline con gli abusatissimi aneddoti su quanto era forte Jannik sugli sci e a calcio, andando a pescare ex allenatori delle giovanili di squadre altoatesine pronti a giurare che se avesse continuato a giocare a pallone oggi sarebbe più forte di Ibrahimovic ed ex catechiste sicure che se avesse avuto la vocazione sarebbe Papa.
Ora che a tennis non si gioca per un po’ e i campioni sono a pucciare le membra stanche nelle acque calde delle Maldive ci tocca sorbire interviste agli ex tennisti che spiegano differenze e somiglianze tra Sinner-Alcaraz e Federer-Nadal-Djokovic. Sempre meglio che leggere – mi è toccato ieri mattina sul sito della Gazzetta dello Sport – i soliti illusori articoli sul ranking Uefa e la quinta squadra in Champions che “non è più un sogno” per la Serie A. In sintesi, dopo che Napoli e Juventus hanno spezzato le reni a Qarabag e Bodø Glimt le italiane starebbero per raggiungere la Germania, seconda in classifica (ultimo posto buono per aggiungere un club l’anno prossimo alla lista Champions). Ora io capisco che ieri c’era lo sciopero e qualcosa di “freddo” andava preparato prima, ma perché toccacciarsi per tre risultati buoni in Europa con sei mesi d’anticipo rispetto a quando il ranking Uefa conterà davvero?
Inutile ricordarvi chi è saldamente in testa alla classifica: l’Inghilterra, nonostante il Liverpool, al momento meno credibile di mia sorella quando si lamenta di essere grassa. Lo scorso anno i Reds hanno spaccato la Premier League in otto senza quasi fare calciomercato, in questa stagione hanno speso più di una bionda in un negozio di scarpe e si ritrovano con niente da mettersi (lettori uomini, è una metafora per dire che fanno cagare), i nuovi acquisti semi-inutilizzati e un filotto di cilecche consecutive da divorzio coi tifosi immediato. Che spettacolo invece l’Arsenal, signori: e quanta estetica malinconia a pensare che come da tradizione i Gunners cadranno all’ultimo, con annessa produzione di psicodrammi e memorabili pagine di letteratura.
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