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Come correva la Belle Epoque

Mauro Berruto

Nei primi anni del Novecento tutto va veloce, corre, la qualità della vita accelera come mai prima: nascono l’illuminazione elettrica, la radio, il cinema. E cinquanta milioni dipersone assistono ai secondi Giochi Olimpici dell’èra moderna

[Qui trovate le altre puntate] Inizio Novecento, l’Europa è in piena Belle Époque, i primi anni del secolo vibrano in un clima di eccitazione. Tutto va veloce, corre, la qualità della vita accelera come mai prima: nascono l’illuminazione elettrica, la radio, il cinema. Cinquanta milioni di esseri umani, fra l’aprile e il novembre del 1900, visitano l’Esposizione Universale di Parigi, e assistono ai secondi Giochi Olimpici dell’èra moderna, organizzati proprio in quel contesto. È la prima volta per le donne e arriva anche la prima medaglia d’oro italiana: la conquista, nell’equitazione, Gian Giorgio Trissino del Vello d’Oro, omonimo e discendente dell’umanista nato nel 1478. In Italia la lotta è sport nazionale. Il triestino irredentista Giovanni Raicevich è un idolo, vince nei teatri più belli d’Europa, diventa campione del mondo nel 1909 al Dal Verme di Milano e fa innamorare la Bella Otero, la soubrette più famosa del tempo, che lo vede combattere a Parigi, alle Folies Bergèr. Sono gli anni di sviluppo delle reti ferroviarie e dei pionieri del volo. Molti artisti si trasformano in sportsmen e la sfida verticale vive di cavallereschi duelli, come quello di Henri Farman, pittore all’École des Beaux Arts e famoso ciclista che gareggia, a suon di… metri in altezza, con Léon Delagrange, scultore parigino, che l’8 luglio 1908 a Torino fa volare per la prima volta una donna, la sua compagna Thérèse Peltier. Si inizia a volare, ma già si va lontanissimo in automobile. Il 31 gennaio 1907, sul quotidiano Le Matin, compare un annuncio: “Quello che dobbiamo dimostrare oggi è che dal momento che l’uomo ha l’automobile, egli può fare qualunque cosa. C’è qualcuno che accetta di andare, nell’estate prossima, da Pechino a Parigi in automobile?”. A Pechino, il 10 giugno 1908, si presentano cinque equipaggi. Uno è composto dal principe Scipione Borghese, dal suo chauffeur Ettore Guizzardi e dall’inviato del Corriere della Sera, Luigi Barzini, il cui reportage è un manuale di storia, geografia, antropologia e perfino di meccanica. Il primo colpo ai fianchi della Belle Époque è il naufragio del Titanic nel 1912. Sul piroscafo c’è Richard Norris Williams, grande talento nel tennis. Viene raccolto da una scialuppa, semi-ibernato. Rifiuta, a rischio della vita, l’amputazione delle gambe. Vincerà, dopo un anno, gli US Open e poi la medaglia d’oro nel doppio misto ai Giochi Olimpici del 1924. Dopo il naufragio del Titanic il mondo non smette di correre, ma questa volta sarà verso la Prima Guerra Mondiale. Ne parleremo sabato prossimo.

  


 

Materiali:

Dino Cafagna, L’uomo più forte del mondo. La leggenda di Giovanni Raicevich da Trieste (Luglio Ed., 2015)

Elio Trifari, Olimpiadi estive Parigi 1900 (Voce enciclopedia online, Treccani.it)

Fortunato Minniti: La rivoluzione verticale: una storia culturale del volo nel primo Novecento (Donzelli, 2018)

Luigi Barzini: La metà del mondo vista da un’automobile. Da Pechino a Parigi in 60 giorni. (Touring, 2006)

Michele Dalai: La lentezza della luce (Mondadori, 2017)

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