MediaPro ottiene i diritti tv della serie A. Forse

Il gruppo spagnolo supera l’offerta minima d’asta. Sky però diffida la Lega dall’assegnarli ufficialmente. Vizi di forma e problemi irrisolti

MediaPro ottiene i diritti tv della serie A. Forse

Foto LaPresse

I diritti della serie A dal 2018 al 2021 vanno a MediaPro. Con un comunicato la Lega serie A ha reso noto che l'offerta del gruppo spagnolo è "pari a 1.050.001.000 euro", una cifra quindi "superiore al prezzo minimo richiesto dall'Invito ad Offrire" e che "procederà alla comunicazione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come previsto dall'Invito stesso ai fini dell'assegnazione dei diritti in oggetto". L'Antitrust dovrà esprimersi entro 45 giorni.

 

Il calcio italiano però sembra uscire dalla penna di Lewis Carroll e, come in Alice nel Paese delle meraviglie, "niente è com'è, perché tutto è come non è, e viceversa".

 

MediaPro infatti è una società che gestisce i diritti di marketing e mediatici di eventi sportivi internazionali, federazioni sportive e fornisce anche servizi come pubblicità, sponsorizzazioni e ospitalità in molti paesi europei che però ha anche una rete televisiva, beIN Sports (oltre che Publico). Nei contatti avuti con la Lega serie A, MediaPro avrebbe anche avviato nel corso della trattativa privata una negoziazione per realizzare alcuni canali tematici, anche ufficiali, per la stessa, offrendo inoltre la cura dei palinsesti e della veste editoriale. E ciò, secondo i legali di Sky, che ha diffidato la Lega calcio dall'assegnare ufficialmente i diritti, ciò comporterebbe l'annullamento dell'assegnazione, in quanto MediaPro ha presentato un'offerta per "intermediari indipendenti", mentre il gruppo "intende agire a tutti gli effetti come operatore della comunicazione attivo sul territorio e nei confronti degli utenti (violando il paragrafo 5.3 del secondo Invito). E inoltre essendo preclusa ad unico operatore della comunicazione l'aggiudicazione di tutti i diritti in esclusiva (no single buyer rule) l'assegnazione a MediaPro viola anche l'articolo 9.4 del Decreto Melandri e il paragrafo 24.b delle Linee Guida".

 

Secondo la legislazione italiana infatti un "intermediario indipendente" può svolgere le sue attività solo al servizio del trading senza quindi essere legato né con la parte venditrice (la Lega di Serie A), né con la parte acquirente (ancora non conosciuto). E nel caso di MediaPro le trattative private con la Lega potrebbero rendere inaccettabile il ricevimento dell'offerta. Per di più, non avendo MediaPro né un canale attivo in Italia, né tantomeno una piattaforma per la trasmissione delle partite (difficilmente attivabile prima dell'inizio della prossima stagione), potrebbe essere incapace di fornire il servizio in caso di una mancata rivendita dei diritti di trasmissione.

 

In pratica ad assegnazione avvenuta dei diritti tv, si allungano i tempi per l'assegnazione dei diritti tv. Con buona pace del commissario della Lega di serie A, Giovanni Malagò, ora in Corea del Sud per presenziare alla presentazione della nazionale olimpica a PyeongChang.

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