Il dilemma Dzeko e le parole che non contano nel calcio. Il sabato nel pallone

Da Napoli-Roma, big match pomeridiano per timore di incidenti, a Juventus-Udinese. Non solo il possibile rilancio di Gabbiadini e i ricordi bianconeri di Delneri, ecco quello che forse non sapete degli anticipi dell'ottava giornata della serie A.
Il dilemma Dzeko e le parole che non contano nel calcio. Il sabato nel pallone

Edin Dzeko, attaccante della Roma (foto LaPresse)

NAPOLI-ROMA

sabato ore 15, arbitro Orsato di Schio

 

Gli impegni delle Nazionali hanno messo fuori causa Milik, servendo un'occasione d'oro a Gabbiadini, chiuso a Napoli prima da Higuain e poi dal polacco. Negli anni passati l'attaccante veniva elogiato per il rapporto minuti giocati-gol realizzati, oggi fa più fatica. Duello a distanza con Dzeko, con i tifosi giallorossi a chiedersi quale versione del bosniaco vedranno: quello sprecone o quello implacabile? E' il big-match di giornata, ma si gioca alle 15 per timore di incidenti. Questo è il campionato italiano.

 

 

PESCARA-SAMPDORIA

sabato ore 18, arbitro Celi di Bari

 

Per colpa dell'anagrafe c'è ancora chi chiama Giampaolo “l'allenatore svizzero”. Lui è nato per caso a Bellinzona ed è abruzzese totale. Da calciatore ha cominciato a Giulianova, da allenatore a Pescara, come vice di un maestro di calcio e vita quale Galeone. E a Pescara torna con una Sampdoria da rilanciare. Il presidente Ferrero lo ha rassicurato, a parole. Nel calcio si sa però quanto contino. Servono fatti, come servono agli scricchiolanti abruzzesi: Oddo ha un contratto fino al 2019. Nel calcio, però, pure ciò che si scrive conta relativamente.

 

 

JUVENTUS-UDINESE

sabato ore 20.45, arbitro Gavillucci di Latina

 

Quello di Mancini dall'Inter, in estate, era stato un divorzio per usura. Quello di Iachini dall'Udinese, poco prima della pausa (sempre pericolose per gli allenatori), è stato un licenziamento classico, causa risultati negativi. E' arrivato Delneri, friulano di nascita e di formazione calcistica. Per lui due anni da centrocampista dell'Udinese, tra 1978 e 1980, mai un lavoro dalla panchina. Ora la prima volta, con un debutto ironico. Va in casa di quella Juventus, allenata in una sola stagione (2010/11), avviata con grandi aspettative e chiusa con altrettanto grandi delusioni. Un anno fa l'Udinese vinse a sorpresa alla prima giornata e venne celebrato il funerale della Juventus. Con troppo anticipo, ovviamente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi