La pausa di campionato genera mostri. Ventura di più

La home page di Gazzetta.it lunedì era la dimostrazione plastica che senza calciomercato e campionati i giornalisti sportivi sono costretti a riempire con il nulla gli spazi vuoti della carta e quelli immensi del web. Carezze social e altre notizie inutili.
La pausa di campionato genera mostri. Ventura di più

“Quanti caffè? Due macchiati?”. Dopo i fischi di Wembley, Wayne Rooney fa le prove per arrotondare lo stipendio a fine mese: la Nazionale presto potrebbe potere fare a meno di lui (LaPresse)

Londra. La pausa dei campionati genera mostri, lo sappiamo molto bene ormai. Quel genere di mostri che appartengono alla categoria dei luoghi comuni, quando non a quella del fondo del barile. Ieri pomeriggio la home page di Gazzetta.it era la dimostrazione plastica che senza calciomercato e campionati i giornalisti sportivi sono costretti a riempire con il nulla gli spazi vuoti della carta e quelli immensi del web: il pezzo portante era sulla “carezza social di Montolivo” ai cialtroni che in questi giorni gli hanno augurato di rompersi tutto e pure di morire. L’articolo consisteva nella riproduzione dello status di Facebook del centrocampista milanista che ringraziava chi gli vuole bene e chiedeva a chi gli vuole male di essere un po’ più educato. La notizia, deduco, era il fatto che Montolivo non avesse reagito come Pellè, mandando i troll affanculo come dei Ventura qualunque.

 

L’articolo accanto a questo era un momento amarcord (quando non ci sono le partite c’è sempre qualche ex che racconta i bei tempi passati) con Lucescu che fa rivelazioni davvero clamorose, e cioè che Ronaldo era un fenomeno ma amava la discoteca (anzi, “la disco”, in perfetto stile anni Ottanta). Pagato pegno al luogo comune “campione ma anche viveur”, poco prima dell’ennesima intervista di Maradona che dice la sua su Icardi, Gazzetta.it passava con nonchalance allo “strano ma vero”, con la notizia della pugilessa aggredita per strada che, manco a dirlo, ha preso a pugni i suoi assalitori. Tempo pochi istanti e l’aneddoto di Lucescu è sostituito dall’altro grande classico del giornalismo alla canna del gas: l’esaltazione di una “favola” a caso basandosi su dati che non vogliono dire un cazzo. Ed ecco quindi il viaggio alla scoperta della Sicula Leonzio, squadra dei dilettanti siciliana che da 6 giornate non prende gol, “unica di tutti i campionati italiani”. Apperò. Poco sotto si torna al pallone dei grandi, però, con la storia di Andrea Belotti, “bomber – ovviamente – pane e salame”.  Quando scrollando la homepage della Gazzetta sono arrivato al gossip di Lory Del Santo che se la sarebbe fatta con Mancini mi è andato di traverso il brandy e sono tornato alla dura realtà: sabato sera a Wembley la Federazione inglese ha invitato proprio Roberto Mancini a vedere i Tre Leoni piegare con veemenza la temibile Malta 2-0 (lo dico per i tifosi italiani, così possono pensare anche loro di avere fatto un’impresa a battere la Macedonia). C’è confusione sotto il cielo plumbeo della Madrepatria, se oltre alla sventurata possibilità che il Ciuffo possa allenare la nostra Nazionale, i tifosi inglesi adesso si mettono anche a fischiare il capitano Wayne Rooney dopo una prestazione comunque migliore di quella di Verratti contro la Macedonia.

 


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Mi consolo guardando l’Italia di Ventura, che forse batteremmo persino noi, ma soprattutto a leggere le lamentele sui social network, gli insulti all’allenatore e gli editoriali indignati dei quotidiani sportivi. Gli stessi, se non sbaglio, che quando Antonio Conte cominciò ad allenare gli Azzurri due anni fa si lamentavano del brutto gioco e davano pochi mesi di vita all’attuale manager del Chelsea. Sono bastate due partite e mezza ben fatte all’Europeo per farlo diventare eroe nazionale. Per cui un gol all’ultimo minuto alla Svezia dopo una partita inguardabile è il chiaro sintomo di un gruppo unito, imbattibile e che sa dove vuole andare, mentre una vittoria all’ultimo minuto contro la Macedonia è il chiaro sintomo di un gruppo allo sbando salvato da una botta di culo. Fidatevi da chi se ne intende (anche di portieri che fanno cappelle, benvenuti nel club): fate discretamente pena come Nazionale, e difficilmente vincerete qualcosa. Anche con le reincarnazioni di Bearzot e Lippi in panchina. E consolatevi: volevate mica finire come gli spagnoli, che da mesi discutono delle magliette che indossa Piqué, vedendo boicottaggi nazionalisti ovunque e dando così la scusa al giocatore per lasciare la Nazionale che non sopporta?

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