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Napoli? Macché, noi stiamo con Uma Thurman

Siamo indecise se devolvere l’otto per mille della nostra sofferenza alla delusione per aver dovuto accettare che la Hillary candidata alle elezioni statunitensi

14 Aprile 2015 alle 19:47

Napoli? Macché, noi stiamo con Uma Thurman
Siamo indecise se devolvere l’otto per mille della nostra sofferenza (il resto della quale è stato appaltato alla prova costume da questi nostri barbarici tempi reificatori) alla delusione per aver dovuto accettare che la Hillary candidata alle elezioni statunitensi non è la moglie del Pupone, o alla tragedia umana che sta martirizzando i giocatori del Napoli. Ci informano, infatti, che i waglioni di Benitez sono stati condotti in ritiro presso il Marina di Castello Resort, a Castel Volturno, nella provincia savianesca: un falansterio diversamente agibile, del tutto lontano dagli agi dello Sheraton che, secondo la Ong internazionale Mogli della serie A, spettano ai calciatori. Non solo la struttura manca di odalische pronte a distribuire babà senza soluzione di continuità, ma pare persino che l’acqua sia fredda e il ristorante chiuso. Siamo ben lungi dal credere che si sia trattato di una fatale coincidenza (guasto idraulico più sciopero degli chef): è chiaramente una sevizia che il presidente De Laurentiis infligge alla squadra, ben consapevole che “mazz e panell fann e figl’ bell”. Tuttavia, rispetto ai dolori della prova costume, un paio di cene saltate e qualche doccia fredda ci sembrano poca cosa e Uma Thurman, in “Kill Bill”, era costretta dal maestro Pai Mei a mangiare il riso per terra, fino a quando non imparava a usare perfettamente le bacchette. Quindi, il nostro otto per mille non andrà ai napoletani: non ci impietosiscono un paio di cene a base di scatolette (per noi, dopotutto, fino a giugno, non è lecito neppure il crudismo).

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