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Le ridicole accuse di razzismo e omofobia alla moda italiana

I grandi atelier italiani hanno vestito tutti gli abiti della diversity e da anni impegnati in campagne di sensibilizzazione su questi temi. Non esiste settore commerciale più woke sul fronte dei diritti

30 Giugno 2020 alle 10:13

Le ridicole accuse di razzismo e omofobia alla moda italiana

(foto LaPresse)

Roma. Come disse una volta Coco Chanel, “per essere insostituibili bisogna essere sempre diversi”. Non è bastato che tutti i brand della moda italiana (che da soli valgono il 4 per cento del nostro pil) abbiano espresso solidarietà alla comunità afroamericana e a Black lives matter; o che Valentino in due post abbia preso posizione per il cambiamento o che Gucci abbia persino deciso di sospendere le attività negli Stati Uniti il 4 giugno per consentire ai dipendenti di trascorrere...

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