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Respirare su Marte. La Nasa produce ossigeno sul pianeta rosso

Paolo Galati

Per la prima volta un generatore ha estratto 5 grammi di ossigeno dalle molecole di Co2: sembrano pochi ma sono sufficienti per far respirare una persona per circa dieci minuti

Per la prima volta è stato prodotto dell’ossigeno respirabile su Marte: un primo e fondamentale passo per permettere la presenza stabile e umana sul pianeta rosso. MOXIE (Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment), così si chiama lo strumento portato a bordo della sonda Perseverance: per la prima volta è riuscito a produrre 5 grammi di ossigeno; 5 grammi di ossigeno vi sembreranno pochi ma in realtà sono sufficienti per far respirare una persona per circa una decina di minuti. Comunque più che sufficienti per dichiarazioni insensate di un politico qualsiasi. Insomma non facciamo in tempo ad archiviare il primo volo di un elicottero su Marte che, pensate, proprio ieri, nella giornata mondiale della terra, la Nasa annuncia questo risultato e mette lo zampino su un primato tutt’altro che scontato. 


L’ossigeno pronto da utilizzare non è facilmente reperibile su Marte: l’atmosfera è composta al 96% di biossido di carbonio (CO2) mentre la percentuale di ossigeno è dello 0,13% (sulla terra è il 21%). MOXIE, grande più o meno come un microonde, attraverso un processo termico riscalda la CO2 fino alla temperatura di 800°C: in questo modo è in grado di “estrarre” 10 grammi di ossigeno all’ora dalle molecole di CO2 rilasciando infine il monossido di carbonio (CO). Se avessimo in questo momento degli astronauti su Marte ovviamente 10 grammi all’ora non sarebbero sufficienti per sostenere la vita marziana. Altra necessità sarebbe poi quella di permettere a un equipaggio umano la possibilità di fare ritorno a casa: per tornare a casa serve il carburante, il propellente liquido: cioè ossigeno liquido.

 

Per quattro persone si stima siano sufficienti 25 tonnellate di ossigeno, insomma un bel problema se dovessero portarselo dalla terra per poi utilizzarlo su Marte. Anche un solo grammo di ossigeno è un costo che deve essere ottimizzato. MOXIE è sì il primo tentativo di produzione di ossigeno utilizzabile per la vita ma è anche la prima volta che risorse di un altro pianeta vengono processate per produrre un altro elemento. MOXIE condurrà altri esperimenti in diverse ore del giorno e nei diversi periodi dell’anno per valutare la produzione al variare delle condizioni climatiche.

 

E poi? Come è ovvio non ci si ferma qui. Si tenterà di produrre generatori di ossigeno via via più grandi e più veloci (per esempio per unità abitative ancorate al suolo). E perché non pensare in grande: su Marte ci sono condizioni e materia prima per sintetizzare l’idrogeno: idrogeno che combinato con l’ossigeno ci darà pure l’acqua, magari frizzante vista la quantità incredibile di CO2.  


Cari figli delle stelle si torna a respirare, anche su Marte.
 

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