Ansa
lontanissimi dall'obiettivo
Una bella riforma per il Ssn. Manca solo la copertura
Per le misure che riguardano le fasce più fragili della popolazione, dagli anziani non autosufficienti ai malati terminali, i conti non tornano. Ma per scelta consapevole, codificata nella relazione tecnica con una formula ormai collaudata: la quantificazione degli oneri “appare di difficile individuazione in tale sede”
Approda in Senato il ddl delega per la riforma del Servizio sanitario nazionale. Ospedali di eccellenza con vocazione nazionale e internazionale, cure migliori per gli anziani non autosufficienti, reti assistenziali ridisegnate, medicina generale valorizzata. Obiettivi ambiziosi, poco da dire. Peccato che per le misure più rilevanti – quelle che riguardano le fasce più fragili della popolazione, dagli anziani non autosufficienti ai malati terminali – i conti non ci siano. E non ci siano non per negligenza o impreparazione, ma per scelta consapevole, codificata nella relazione tecnica con una formula ormai collaudata: la quantificazione degli oneri “appare di difficile individuazione in tale sede” e sarà rinviata ai futuri decreti attuativi.
Non è la prima volta che questa formula compare su un provvedimento sanitario di questa portata. Poche settimane fa le stesse parole apparivano nella relazione tecnica al disegno di legge delega sulla farmaceutica, dove revisione del payback, nuova distribuzione e potenziamento delle farmacie territoriali erano stati dichiarati privi di quantificazione per la medesima ragione: la complessità della materia. Stesso schema, stesso linguaggio, stessa bollinatura della Ragioneria generale dello stato: positiva, ma nel senso che certifica la correttezza procedurale del rinvio, non la sostenibilità finanziaria della riforma. Le due cose, come dovrebbe essere ovvio a chiunque legga con attenzione quei documenti, sono profondamente diverse.
Il risultato pratico è sempre identico: si approva una cornice senza sapere quanto costerà riempirla. E la parte più ambiziosa della riforma – quella per cui la riforma è stata concepita, quella che risponde ai bisogni più urgenti dei cittadini – resta sospesa in attesa di risorse che potrebbero anche non arrivare mai. Se i decreti attuativi non trovassero copertura finanziaria, la riforma del Ssn si ridurrebbe a una riclassificazione degli ospedali, a qualche aggiornamento organizzativo e a trenta milioni di sperimentazione per i centri di eccellenza. Utile, forse. Ma saremo lontanissimi dall’obiettivo dichiarato.
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